Ieri sera, 7 aprile, Eliode Chuma, fratello del nostro corrispondente dal Congo Prince Amani Musemakweli, ha perso tragicamente la vita durante un’aggressione da parte di rapinatori armati, avvenuta ieri sera alle 20.00. sulla strada Uvira a Bukavu.
Più volte Prince ci ha testimoniato con coraggio la difficile situazione che il Congo sta vivendo in questo momento e più volte ci ha comunicato il pericolo quotidiano che incombe sulla sua famiglia e sulla sua comunità. Le milizie armate non si fanno scrupoli a commettere brutalità, rapinare e uccidere i civili inermi.
Lo stesso Prince Amani è un sopravvissuto, ferito nel 1998 a soli 7 anni, in un attacco armato del FDLR, il gruppo ribelle attivo soprattutto nelle province del Nord e Sud Kivu della Repubblica Democratica del Congo, in cui erano rimaste ferite anche le sue sorelle Elisabeth e Emmanuella. Il gruppo si è reso più volte responsabile di gravi violazioni del diritto internazionale, tra cui uccisioni, mutilazioni, violenza sessuale e sfollamenti forzati di civili, inclusi donne e bambini.
Prince Amani Musemakweli, attivo da anni nella difesa dei diritti umani, è Coordinatore di JSJD ASBL, nella Repubblica Democratica del Congo- Ambasciatore per il clima e la pace, ricercatore socioeconomico, nonché responsabile della ricerca e dello sviluppo dell’apicoltura nella sua regione del Sud Kivu, dove coordina numerose ricerche scientifiche. “Jeunes Solidaires pour la Justice et le Développement” è un’associazione che si occupa di diritti umani e sviluppo nella regione orientale della RDC, nonché del recupero delle numerose vittime di guerra.
Anche Eliode faceva parte dell’JSJD ASBL, era un ragazzo molto attivo e brillante. Aveva soltanto 27 anni.
La guerra, oltre ad aver fermato lo sviluppo economico della regione, continua a colpire duramente e con violenza inaudita la comunità civile, con rapine, stupri e uccisioni che non risparmiano nessuno.
Solo quest’anno, l’offensiva dell’M23 avrebbe causato la morte di oltre 7.000 persone.
La situazione umanitaria è disastrosa, con migliaia di sfollati in condizioni precarie, senza accesso a cibo, acqua potabile e servizi sanitari adeguati. Il rischio di epidemie, come il colera, è elevatissimo.
Gli appelli alla pacificazione e ad un ritorno alla normalità sembrano cadere nel vuoto, ora l’attenzione mondiale è spostata altrove, ma in Congo si continua a morire di guerra, di fame, di mancanza di beni primari, senza che nessuno si impegni per trovare una soluzione.
Intanto la direttrice Antonella Napoli e tutti i collaboratori di “Focus on Africa” si uniscono a Prince e alla sua famiglia in questo momento di dolore.


