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Sviluppo

Rd Congo, una torre per misurare il respiro delle foreste del Miombo

Nella RDCongo una nuova torre scientifica misurerà per anni gli scambi di carbonio e acqua delle foreste del Miombo, uno dei grandi ecosistemi africani ancora poco studiati.

Nel sud della Repubblica Democratica del Congo sarà installata una nuova torre a flusso per osservare in modo continuativo gli scambi di carbonio e acqua tra le foreste del Miombo e l’atmosfera. L’obiettivo è comprendere meglio il funzionamento e la capacità di adattamento di un ecosistema vastissimo, sottoposto contemporaneamente agli effetti del cambiamento climatico e alla crescente pressione delle attività umane.

Le torri a flusso sono strutture dotate di strumenti collocati al di sopra della chioma degli alberi, capaci di registrare i movimenti dell’aria e le concentrazioni di gas. Attraverso queste misurazioni è possibile stabilire, per esempio, se in un determinato periodo una foresta abbia assorbito più anidride carbonica di quanta ne abbia rilasciata. Gli stessi strumenti consentono di seguire gli scambi di acqua tra vegetazione e atmosfera.

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Il valore scientifico dell’infrastruttura dipenderà soprattutto dalla durata delle osservazioni. Le misurazioni dovranno proseguire per diversi anni, permettendo di confrontare stagioni secche e piovose e di verificare come la foresta reagisca a siccità, temperature eccezionali, incendi o altre perturbazioni. In questo modo sarà possibile valutare non soltanto gli effetti immediati degli eventi estremi, ma anche i tempi e le modalità con cui l’ecosistema recupera il proprio equilibrio.

Il Miombo è un mosaico di foreste aperte e savane alberate che si estende su una vasta parte dell’Africa centrale e australe, interessando oltre il 10% del continente. Nella RDC occupa soprattutto le regioni meridionali, compresa l’area del Katanga, dove alle pressioni climatiche si aggiungono deforestazione e importanti attività minerarie legate, tra l’altro, all’arco cuprifero.

Nonostante la sua estensione e l’importanza delle risorse che offre alle popolazioni locali, il Miombo rimane relativamente poco studiato. Il problema riguarda più in generale il bacino del Congo: mentre in Amazzonia esiste da tempo una rete di torri dedicate allo studio degli scambi tra foresta e atmosfera, nel bacino congolese è attualmente operativa una sola struttura di questo tipo, a Yangambi, nel nord della RDC.

La nuova torre permetterà dunque di raccogliere dati su un ambiente molto diverso dalla foresta tropicale umida osservata a Yangambi. Saranno particolarmente importanti anche le misurazioni relative all’acqua: il Miombo congolese si trova infatti a monte del grande sistema idrografico del Congo e le dinamiche della vegetazione possono incidere sulla capacità dei suoli di trattenere e restituire acqua e, più in generale, sugli equilibri idrologici regionali.

Il progetto nasce su iniziativa dell’Università di Lubumbashi ed è sostenuto nell’ambito di One Forest Vision e dell’iniziativa “La forêt, c’est nous”, lanciata dalla RDC durante la COP30 di Belém del 2025. Accanto all’installazione degli strumenti è prevista la formazione di ingegneri, ricercatori e studenti congolesi, chiamati progressivamente a gestire e mantenere l’infrastruttura.

È forse questo uno degli aspetti più significativi del progetto. La torre non produrrà una fotografia istantanea del Miombo, ma una lunga serie di osservazioni. Per comprendere come cambia una foresta bisogna infatti seguirne i ritmi: registrare le stagioni ordinarie e quelle anomale, le siccità e le piogge, ciò che viene assorbito e ciò che viene restituito all’atmosfera. In altre parole, imparare a misurarne il respiro.

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