Bukavu – Sono ormai nove mesi che la grande azienda Bralima di Bukavu, nel Sud Kivu, Repubblica Democratica del Congo, è stata chiusa a causa delle violenze e dell’occupazione dell’Est da parte dell’AFC/M23. Questa deplorevole situazione, accompagnata da un saccheggio orchestrato, ha gravemente colpito questa istituzione di interesse economico, causando conseguenze nefaste non solo per l’azienda stessa, ma anche per i suoi dipendenti, i subappaltatori, i consumatori dei prodotti e il governo congolese.
Bralima Bukavu, specializzata nella produzione di bevande (Primus),rinomata come la migliore a livello regionale, e di altre bibite, è un attore chiave dell’economia locale. La sua chiusura ha creato una crisi che si ripercuote sull’intero tessuto sociale ed economico della provincia del Sud Kivu e di tutta la regione. Migliaia di lavoratori si ritrovano senza impiego, perdendo così la loro principale fonte di reddito. Le famiglie faticano a provvedere ai loro bisogni quotidiani, esacerbando condizioni di vita già difficili. La perdita di questa azienda strategica costituisce un duro colpo per l’economia locale, con ramificazioni che si fanno sentire in numerosi settori.
L’organizzazione JSJD-Asbl, membro della società civile dell’ufficio di coordinamento del Sud Kivu (BCSC-SK), lancia l’allarme su questo degrado sociale ed economico, constatando che la situazione resta critica e peggiora ulteriormente ogni giorno. Molte aziende sono costrette a limitare la loro operatività, il che aggrava ancora di più la disoccupazione e le difficoltà economiche per le comunità locali.
Facciamo appello a tutte le parti interessate affinché comprendano la problematica e ristabiliscano la pace e la sicurezza nella zona. Prince Amani Musemakweli, Coordinatore di JSJD asbl, incoraggia le consultazioni e le mediazioni diplomatiche degli Stati Uniti e del Qatar per giungere a una soluzione urgente e chiede di porre l’interesse del popolo congolese al centro delle loro discussioni, cercando al contempo una pace duratura nella regione, non solo nella RDC, ma in tutta la regione dei Grandi Laghi.
È cruciale ristabilire la fiducia e ridare ai lavoratori e alle aziende i mezzi per ricostruirsi. Sarebbe importante non restare indifferenti di fronte a questa crisi che minaccia il futuro della nostra regione e delle nostre future generazioni.


