Giovedì scorso la Commissione diritti umani si è occupata del delitto Attanasio. In audizione al Senato è stata ascoltata la giornalista e direttrice di Focus on Africa Antonella Napoli, autrice del libro- inchiesta “Le verità nascoste del delitto Attanasio”.
Nel corso del suo intervento, Antonella Napoli ha illustrato gli elementi sull’uccisione dell’ambasciatore italiano in Congo che finora sono stati oscurati e non opportunamente vagliato dalle autorità giudiziarie. Fatti e testimonianze che sono stati acquisiti dall’organismo parlamentare,
In primo luogo ci sono notizie su un magistrato militare che indagava su alti ufficiali delle Forze armate della Repubblica Democratica del Congo, accusandoli di essere coinvolti nell’omicidio dell’ambasciatore in Congo, Luca Attanasio. Poi i tabulati delle utenze dei soldati arrestati, negati dalle compagnie telefoniche congolesi e le convocazioni di interrogatori che sono state disattese. Infine l’arrivo a Goma di una Commissione governativa che ha messo in discussione tutte le indagini iniziali sull’agguato del 22 febbraio del 2021 a Kukumba, nel Nord Kivu ed ha esautorato chi indagava da principio sul caso. Questi elementi sono emersi da un approfondito lavoro giornalistico-investigativo realizzato tra Roma, Kinshasa e Goma, confermato dagli atti dell’indagine giudiziaria della Procura del Tribunale di Roma. La cronista, che conosceva bene Attanasio, l’ha realizzato nell’ultimo anno, grazie a testimonianze raccolte sul posto e informazioni documentate, fornite da militari e inquirenti che avevano – per primi – indagato sull’uccisione di Attanasio, Iacovacci e Milambo.
Di cosa si tratta? “Ad esempio di testimoni costretti a fuggire all’estero e a nascondere le famiglie in luoghi protetti, dopo che avevano scoperto di essere controllati dai servizi di sicurezza del loro Paese”, spiega Napoli. Oltre ad aver acquisito tutti gli atti dell’indagine giudiziaria della Procura del Tribunale di Roma, la giornalista ha raccolto testimonianze sul posto, trascorrendo un lungo periodo nella Repubblica Democratica del Congo.
Le voci che avvalorano la tesi che non si sia trattato di “un tentativo di sequestro finito male, ma di un’azione premeditata” è stata ricostruita da Napoli con dovizia di particolari, suffragati da numerosi riscontri e suffragata anche negli atti della Procura di Roma. Tra gli elementi nuovi, le dichiarazioni di alcuni testimoni su eventi di corruzione relativi al rilascio di visti e passaporti e la sottrazione di fondi dell’ambasciata, destinati a progetti del World Food Programme dell’Onu.

Nell’attesa di eventuali sviluppi, il prossimo 22 febbraio, a quattro anni di distanza da quel tragico evento, il Comune di Limbiate, in collaborazione con il Circolo Acli Limbiate e le associazioni di “ReteLimbiate”, ha organizzato una serie di eventi per commemorare la scomparsa dell’ambasciatore:
22 febbraio 2025
– ore 15.00 Commemorazione al Cimitero Maggiore
– ore 16.00 Inaugurazione mostra concorso fotografico “Solidarietà”.
– ore 18.00 S. Messa celebrata da Mons. Flavio Pace
1 marzo 2025
– ore 16.00 Laboratorio artistico per bambini
2 marzo
– ore 9.30 Apertura mostra fotografica
– ore 16.00 premiazione concorso fotografico “Solidarietà”
– ore 18.00 Rinfresco e saluti
“Rinnoviamo il ricordo di un uomo che ha fatto della solidarietà e dell’impegno umanitario la sua missione di vita” si legge sul sito del comune di Limbiate.


