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Fenomeni sociali e giustizia

Repubblica Centrafricana, a Bayanga cresce la paura per sparizioni e traffici di resti umani

In Repubblica Centrafricana, a Bayanga una ventina di sparizioni e profanazioni di tombe registrate nel 2026 alimentano i timori per presunti traffici di organi e resti umani.

A Bayanga, nel sud-ovest della Repubblica Centrafricana, una serie di sparizioni, profanazioni di tombe e presunti traffici di resti umani sta alimentando da tempo un clima di paura. Secondo le autorità locali, una ventina di casi di persone scomparse o sepolture vandalizzate sono stati registrati dall’inizio dell’anno, mentre almeno otto persone coinvolte nei traffici sono state processate e condannate.

La cittadina si trova nella prefettura di Sangha-Mbaéré, in un’area remota del paese, prossima al confine con Camerun e Repubblica del Congo. Qui circa l’80 per cento della popolazione vive di agricoltura e molte famiglie devono spostarsi quotidianamente verso campi e piantagioni situati lontano dalle zone abitate. Proprio questi spostamenti sono diventati motivo di crescente apprensione.

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A raccogliere le testimonianze degli abitanti è stata RFI. In una fattoria nei pressi di Bayanga, un uomo di nome Ruffin ha mostrato la tomba del padre, che sarebbe stata violata da sconosciuti. La lastra è stata infranta, il feretro aperto e le ossa rimosse. Per la famiglia, alla perdita del congiunto si è così aggiunto quello che Ruffin descrive come un secondo lutto: l’impossibilità di sapere dove siano finiti i resti del padre.

Non si tratterebbe di un episodio isolato. Alle profanazioni delle sepolture si accompagnano infatti segnalazioni di persone scomparse in circostanze non chiarite. Secondo le testimonianze raccolte sul posto, alcuni abitanti avrebbero cominciato a evitare di raggiungere da soli i campi più isolati, preferendo muoversi in gruppo. La paura sta così modificando anche attività quotidiane essenziali per l’economia locale.

Le autorità di Bayanga collegano alcune delle sparizioni a presunti traffici di organi, mentre altre testimonianze riferiscono di commerci illegali di ossa, sangue e altri resti umani. Il quadro resta tuttavia difficile da ricostruire e richiede cautela: alle attività criminali documentate si sovrappongono infatti sospetti, racconti e interpretazioni legate anche a credenze nell’efficacia rituale di parti del corpo umano.

È proprio questa sovrapposizione tra criminalità, credenze e paura collettiva a rendere particolarmente complessa la situazione. Nelle spiegazioni che circolano tra gli abitanti, la ricerca di denaro convive con riferimenti a pratiche occulte. In un contesto nel quale diverse sparizioni rimangono senza spiegazione, l’incertezza finisce per amplificare la percezione del pericolo e per estenderla anche a episodi la cui natura non è ancora stata accertata.

Un ulteriore elemento riguarda la debole presenza delle istituzioni sul territorio. Gli abitanti denunciano una copertura insufficiente della zona da parte delle forze di sicurezza, soprattutto nelle aree rurali intorno alla città. L’isolamento dei campi e la difficoltà di controllare un territorio vasto favorirebbero l’azione di gruppi criminali e accrescerebbero il senso di vulnerabilità della popolazione.

Il dato delle condanne mostra tuttavia che almeno una parte delle attività denunciate ha già prodotto procedimenti giudiziari. Otto persone indicate come trafficanti sono state giudicate e condannate, mentre le autorità locali hanno censito nel corso del 2026 circa venti casi tra sparizioni e tombe profanate.

A Bayanga, dunque, il problema non riguarda soltanto l’accertamento dei singoli reati. La successione di episodi, denunce e sparizioni sta incidendo sulla vita sociale di una comunità prevalentemente agricola, restringendo gli spazi percepiti come sicuri e modificando comportamenti ordinari. Campi, sentieri e luoghi lontani dal centro abitato diventano territori da non attraversare da soli. È uno degli effetti più profondi dell’insicurezza: prima ancora di conoscere con certezza l’origine di ogni minaccia, la paura ridisegna la geografia della vita quotidiana.

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