Il caso di Ephrem Yalike, giornalista centrafricano e ex collaboratore del gruppo paramilitare russo Wagner, è emerso come un esempio di disinformazione e manipolazione mediatica in Africa, in particolare in Centrafrica. Yalike, che aveva inizialmente accettato di lavorare con i russi per contribuire alla pacificazione del suo paese, ha poi denunciato le pratiche ingannevoli e le violazioni dei diritti umani perpetrate dai mercenari russi.
Ephrem Yalike: «La Centrafrique est un pays sous emprise des Russes, toutes leurs actions échappent au gouvernement» https://t.co/J2Hj5kZT32 pic.twitter.com/xKxoxEbA7H
— RFI Afrique (@RFIAfrique) November 21, 2024
Nel 2019, dopo il ritiro delle forze francesi con la fine dell’operazione Sangaris, la Russia è diventata un attore dominante in Centrafrica, mettendo sotto il suo controllo diversi aspetti politici, economici e mediatici del paese. Yalike è stato avvicinato da un operatore russo, Mikhail Prudnikov, che gli ha chiesto di scrivere articoli favorevoli alla presenza dei mercenari Wagner, e ha anche organizzato manifestazioni a pagamento contro le forze delle Nazioni Unite (Minusca), accusate dai russi di ostacolare le operazioni di stabilizzazione.
La sua attività di giornalista sotto il controllo russo consisteva anche nella pubblicazione di notizie false e nella creazione di articoli tendenziosi per migliorare l’immagine di Wagner, sminuendo le critiche alla Russia. Le manifestazioni, organizzate attraverso i social media, erano spesso finanziate per dare l’impressione che ci fosse un sostegno popolare alla presenza russa, mentre in realtà erano orchestrate da dietro le quinte per screditare i critici e gli attori internazionali.
Manifestations payées, achat de journalistes… Ce que révèle les #témoignages ➡️ https://t.co/kB9RWCf6yV
Une enquête réalisée en partenariat avec @FbdnStories #Russie #Centrafrique pic.twitter.com/VlGFbQMM4d
— France Inter (@franceinter) November 21, 2024
L’incontro con i russi inizialmente gli sembrò una possibilità per aiutare il suo paese, ma presto si rese conto che le loro azioni non erano in favore della pace, ma per ottenere vantaggi geopolitici ed economici. La situazione peggiorò quando Yalike si rese conto di aver assistito e partecipato a operazioni illegali e di disinformazione. Quando il suo articolo su una violenza commessa dai mercenari russi fu divulgato, le autorità russe lo accusarono di tradimento e lo minacciarono di morte. Temendo per la sua vita, Yalike riuscì a fuggire con l’aiuto di una piattaforma di difesa dei giornalisti, il PPLAAF, e arrivò in Francia.
Il suo racconto svela come la Russia, attraverso il gruppo Wagner, abbia instaurato un regime di controllo e manipolazione in Centrafrica, con l’obiettivo di sfruttare le risorse naturali del paese (oro e diamanti) e creare una base di potere strategica in Africa. Yalike ha raccontato la sua esperienza come parte di un ampio progetto di disinformazione che ha coinvolto media locali, con giornalisti costretti a pubblicare articoli sotto ricatto economico. La sua fuga e il successivo racconto della sua esperienza sono un atto di coraggio, poiché rischia di essere visto come un traditore da alcuni compatrioti, ma la sua decisione di denunciare la verità è motivata dal desiderio di risvegliare la coscienza dei centrafricani e di rivelare la vera natura della presenza russa nel paese.


