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Analisi

Russia, operazione “patrioti del lusso”

Ville a Como, Amanti in America e il Grande Tradimento del Popolo Russo

Mentre leggete questo articolo, un pensionato a Omsk sta spaccando il ghiaccio per avere un secchio d’acqua e un soldato russo in trincea crede di combattere contro il “fascismo occidentale”. Nel frattempo la Russia incarna nei fatti il “fascismo dei tempi nostri” e i volti della propaganda che li hanno convinti a tutto questo — Peskov, Zakharova e Solovyov— imprecano contro l’Italia e l’Occidente perché non possono più tuffarsi nelle loro piscine riscaldate sul Lago di Como o attraccare i loro yacht in Riviera o in Sardegna.

Abbiamo messo insieme i pezzi di un puzzle che ogni russo dovrebbe conoscere, ma che difficilmente conoscerà perché per loro il giornalismo d’inchiesta è precluso (come tutto il giornalismo che non è di regime): ecco come questi personaggi si appropriano dei soldi del contribuente medio per vivere nel lusso che ufficialmente dai teleschermi disprezzano.

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  1. Vladimir Solovyov: Il “Duce” del Lago di Como con “residenza elettiva” in Italia e passaporto USA

L’uomo che ogni sera minaccia via etere di incenerire l’Europa con i missili Sarmat ha un segreto: ama l’Italia più della sua patria.

Il “Tesoretto” Italiano: Con l’aiuto del team d’inchiesta di Navalny gli abbiamo trovato 5 ville sul Lago di Como. Valore? Oltre 8 milioni di euro. Due a Menaggio, una a Griante, una a Pianello del Lario e una “nascosta” intestata alla madre, Irina Solovova.

La “compagna” e la Famiglia Americana: Mentre insulta Giorgia Meloni definendola “traditrice di Trump”, Solovyov tradisce il contribuente russo vivendo nel lusso che i russi comuni non si possono permettere e protegge la sua famiglia segreta. La sua “compagna”, Svetlana Abrosimova, vive in una villa da 6 milioni di dollari a Sochi (occultata dai registri catastali con la compiacenza dell’FSB, il servizio segreto russo: cosa impossibile per un privato cittadino senza l’approvazione del mammasantissima del Kremlino da cui dipende). Le loro figlie gemelle, nate negli Stati Uniti, sono automaticamente cittadine americane: Il “patriota” Soloviov ha garantito ai suoi figli il passaporto del “nemico giurato” (non si sa mai, meglio avere una via di fuga all’estero), ma l’importante è che il cittadino medio russo non lo sappia: deve esser certo che la bocca da cui escono i suoi insulti all’Occidente è del tutto immacolata, come un cimitero balcanico imbiancato.

  1. Maria Zakharova: Nozze a Manhattan e appartamenti schermati

La portavoce del Ministero degli Esteri russo insulta il Quirinale ogni tre per quattro e parla di “decadenza morale” (senti da che pulpito viene la predica!), ma i suoi gusti sono tutt’altro che spartani.

I Love N.Y.: Si è sposata nel 2005 a New York, con foto che trasudano quello sfarzo occidentale che ieri e oggi lei definisce “vomitevole” (deve aver rotto tutti gli specchi).

L’Appartamento Fantasma: L’organizzazione anticorruzione di Aleksey Navalny ha scoperto un suo immobile da 1,2 milioni di dollari nel centro di Mosca acquistato nel 2022 (durante la guerra d’invasione in Ucraina). Sapete come risulta nel registro? Intestato alla “Federazione Russa”. Anche qui, una tecnica usata dai servizi segreti per nascondere ai cittadini normali che la portavoce, un funzionario governativo privilegiato, vive in un lusso che il suo stipendio statale non potrebbe mai giustificare. Il tutto mentre il marito, Andrei Makarov, accumula milioni con la società Severo-Zapad (Nord-Occidente), foraggiata da contratti statali russi per fare chi sa che “affari” nell’Occidente del Nord.

  1. Dmitry Peskov: Il Portavoce dello Yacht da Sogno

Peskov è il campione dell’ipocrisia. Con il suo sguardo da umile e innocuo porcellino d’india al servizio di una comunicazione di cui non porta pena, ma di cui come dirigente statale porta la piena responsabilità, in effetti è uno stretto servitore di Putin: l’unica cosa che lo tradisce è l’orologio da 600.000 dollari che porta al polso e le rivelazioni sulla sua vita privata che mostrano tutta la sua ipocrisia.

Vacanze in Sardegna: Il team di Navalny lo ha pizzicato in Costa Smeralda a bordo del Maltese Falcon. Costo del noleggio? 385.000 euro a settimana. Una cifra che un medico russo guadagnerebbe in 200 anni di lavoro.

Polli e Rampolli a Parigi: Sua figlia Elizaveta ha vissuto per anni a Parigi tra shopping di lusso e attici vista Tour Eiffel, lamentandosi poi (poverina!) che le sanzioni sono “una persecuzione”. Lei per andare alla toilette non deve uscire in cortile d’inverno come almeno un quinto della popolazione russa.

  1. Il Verdetto: Il Tradimento del Contribuente

Solovyov accusa Meloni di tradimento? Il vero tradimento è un altro!

Mentre questa élite sposta capitali attraverso fiduciarie svizzere a Lugano e scherma ville con l’aiuto dell’FSB, la Russia reale, il popolo sta soffrendo:

  • 40 milioni di russi non hanno l’acqua corrente in casa
  • 30 milioni di persone devono andare in un gabinetto a fossa nel cortile, anche a -30°C, perché lo Stato ha dirottato sugli armamenti i soldi per le fognature.
  • 140 milioni di russi vivono con stipendi inferiori a quelli di una badante europea e con pensioni da pocket money.
  • Salvo una sparuta cerchia della Nomenklatura putiniana, i russi normali abitano case fatiscenti, circolano con le Lada costruite a Togliatti da una fabbrica dismessa negli anni ’60 dalla Fiat di Torino, e viaggiano su strade da terzo mondo perennemente allegate e piene di voragini.

Ma i soldi ci sarebbero solo che non vanno a beneficio del contribuente: sono finiti nel sistema corruttivo gestito dal gerarca-capo del Cremlino, nelle spese militari, negli ingaggi di truppe mercenarie che rimpiazzano i milioni di morti, feriti, mutilati sul fronte e nel pagamento sottobanco di imbonitori di regime come questi personaggi della comunicazione.

Ma noi non ci facciamo ingannare dalle loro urla in TV. Quando insultano l’Italia, non lo fanno per patriottismo, lo fanno perché l’Italia, congelando i loro beni, ha tolto loro il giocattolo preferito. Sono parassiti che mangiano caviale a Mosca mentre al contribuente russo raccontano che il pane è un lusso occidentale. Il loro unico Dio è il denaro. La loro unica patria è dove hanno la piscina.

Vivono gettando veleno, facendo finta che le loro invettive dipendano dalla politica, non perché colpiti dalle sanzioni: ma la verità è l’unica sanzione che non possono ignorare.

Però occorre non essere parziali, questi tre portavoce del regime non sono gli unici che hanno proprietà di lusso all’estero intestate a sé stessi o ai famigliari. Per completezza bisognerebbe aggiungere anche personaggi più in alto di loro, perché come dice un proverbio napoletano, o’ pesce fete da la capa, quindi ecco una breve lista di altri “patrioti” russi che navigano nei rubli d’oro e che hanno i propri figli e le proprie ricchezze all’estero:

Sergej Lavrov, ministro degli esteri; Michail Mishustin, primo ministro; Valentina Matvienko, prima governatrice di San Pietroburgo; Konstantin Chuichenko, ministro della giustizia; Aleksei Chepa, parlamentare; Vladislav Reznik, parlamentare; Vladimir Resin, parlamentare; Leonid Simanovsky, politico; Andrej Fursenko ex ministro dell’istruzione. La lista potrebbe continuare quasi all’infinito.

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