Il governo del Rwanda ha dichiarato ufficialmente conclusa l’epidemia di Marburg, un virus simile all’Ebola che causa febbre emorragica. L’annuncio è stato fatto 42 giorni dopo il recupero dell’ultimo paziente, seguendo i protocolli dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Questa epidemia, la prima mai registrata nel Paese, era stata dichiarata il 27 settembre 2024. Ha interessato 66 persone, causando 15 decessi, con un tasso di mortalità del 22,7%, uno dei più bassi mai osservati in un’epidemia di Marburg.
🦠🇷🇼 Rwanda : l’épidémie de Marburg est officiellement terminée
🔘 Le Rwanda a officiellement déclaré la fin de l’épidémie de la maladie à virus de Marburg, après 42 jours sans nouveaux cas. Cette épidémie, confirmée le 27 septembre 2024, était la première du genre dans le pays. pic.twitter.com/UwqqqIQBKZ
— Allô Afrique ! (@Allo_Afrique) December 23, 2024
Il rappresentante dell’OMS in Rwanda, il Dr. Brian Chirombo, ha sottolineato che il successo nella gestione dell’epidemia è stato dovuto a una risposta tempestiva e coordinata. Sono state attuate strategie di rilevamento rapido, tracciamento dei contatti e isolamento dei casi, permettendo di fermare la trasmissione comunitaria e di salvare vite. Questo approccio è considerato un modello per future emergenze sanitarie nella regione.
L’epidemia ha avuto origine in una miniera situata vicino a Kigali, dove i pipistrelli, ospiti naturali del virus, hanno trasmesso l’infezione al caso indice. Per prevenire future epidemie, le autorità sanitarie hanno avviato un monitoraggio intensivo delle aree a rischio e degli habitat dei pipistrelli, utilizzando anche tecnologie come il GPS per tracciare i movimenti degli animali. L’obiettivo è ridurre al minimo le interazioni tra pipistrelli e esseri umani.
Il Ministro della Salute, Dr. Sabin Nsanzimana, ha dichiarato che sono stati formati nuovi team e implementate strategie avanzate per il controllo delle epidemie. Inoltre, è stato evidenziato il ruolo cruciale degli operatori sanitari, che hanno rappresentato oltre l’80% dei casi confermati, sollevando la necessità di potenziare i sistemi di rilevamento rapido e la protezione nei centri sanitari.
Nonostante il successo, il Rwanda continua a lavorare per migliorare la prevenzione e il controllo, rafforzando le infrastrutture sanitarie e la capacità di risposta alle emergenze future.


