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Economia

Rwanda, esportazioni d’oro record ma sotto accusa per i legami con i conflitti nella Rd Congo

Il Rwanda ha esportato 1,5 miliardi di dollari in oro nel 2024, ma l’UE ha sanzionato la raffineria nazionale per il presunto coinvolgimento nel traffico di oro proveniente da zone di guerra nella RDCongo.

Nel 2024 il Rwanda ha registrato un’impennata senza precedenti nelle esportazioni di minerali, raggiungendo un valore complessivo di 1,7 miliardi di dollari (pari a circa 2,38 trilioni di franchi rwandesi). Di questa cifra, ben 1,5 miliardi provengono dall’esportazione di oro raffinato. Lo ha annunciato il Primo Ministro Edouard Ngirente durante una presentazione in Parlamento, in occasione del bilancio delle azioni di governo a favore della crescita industriale e dell’aumento delle esportazioni.

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Dal 2017 a oggi, le esportazioni minerarie del Rwanda sono cresciute notevolmente: si è passati da 373 milioni di dollari a 1,7 miliardi. Nello stesso arco temporale, le esportazioni d’oro sono salite da 2,4 tonnellate (per un valore di circa 90 milioni di dollari) a oltre 19 tonnellate. Il boom è attribuito all’apertura della Gasabo Gold Refinery nella Masoro Economic Zone, attiva dal 2020, che ha permesso al paese di raffinare in loco l’oro prima dell’esportazione.

Il Primo Ministro ha spiegato che l’oro viene estratto da diverse miniere distribuite sul territorio nazionale, tra cui Miyove nel distretto di Gicumbi, Burera e Rulindo nella Provincia Settentrionale, e Nyamasheke nella Provincia Occidentale. Inoltre, ha sottolineato come siano ancora in corso nuove scoperte di giacimenti.

Altri minerali hanno mostrato trend positivi: il coltan è passato da 61 a 99 milioni di dollari, la cassiterite (stagno) da 50 a 96 milioni, mentre il wolframio da 13 a 36 milioni di dollari, tra il 2017 e il 2024. Tutto questo è avvenuto nel quadro della Strategia Nazionale di Trasformazione (NST1), conclusasi a giugno 2024. La nuova fase, NST2, mira a raggiungere i 2,2 miliardi di dollari annui in esportazioni minerarie entro il 2029.

Il governo attribuisce questi risultati al passaggio da un’attività mineraria artigianale a una più meccanizzata, con un incremento significativo degli investimenti, saliti da 25 milioni di dollari nel 2010 a 121 milioni nel 2023. Il paese ha inoltre avviato la lavorazione di nuovi minerali, come il litio e il berillio, e ha diversificato i mercati di esportazione, ottenendo così prezzi competitivi.

Tuttavia, il ruolo del Rwanda nel commercio aurifero internazionale resta controverso. Secondo varie fonti, tra cui le istituzioni europee, l’oro raffinato nel paese proviene in parte dalle aree di conflitto della Repubblica Democratica del Congo, in particolare dalle regioni orientali controllate da gruppi armati come l’M23, che hanno preso il controllo diretto di diverse miniere. L’Unione Europea ha imposto sanzioni contro la Gasabo Gold Refinery per aver tratto profitto da questo contesto di violenza e instabilità. Nonostante il Rwanda non disponga di grandi miniere d’oro proprie, ha comunque esportato 1,5 miliardi di dollari di oro nel 2024, alimentando dubbi sulla provenienza effettiva del metallo prezioso.

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