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Fenomeni sociali e giustizia

Rwanda, estradato dalla Norvegia François Gasana condannato per genocidio

Condannato nel 2007 per il genocidio del 1994 contro i Tutsi, François Gasana è stato estradato dalla Norvegia al Ruanda dopo anni di cooperazione giudiziaria internazionale.

Il 9 agosto 2025 le autorità rwandesi hanno ricevuto, all’aeroporto di Kigali, François Gasana, noto anche con l’alias Franky Dusabe, estradato dalla Norvegia dopo anni di ricerche internazionali. Gasana, nato nel 1972 a Bitabage, nel settore di Ndaro, distretto di Ngororero (Provincia Occidentale), all’epoca del genocidio del 1994 contro i Tutsi viveva nello stesso distretto ed era studente alla scuola secondaria di Save.

Il suo nome era emerso già negli anni successivi alla tragedia: nel 2007 il tribunale comunitario Gacaca di Nyange lo aveva riconosciuto colpevole di crimini di genocidio, condannandolo a 19 anni di reclusione. La sentenza lo accusava di aver partecipato, in varie forme, alle violenze perpetrate durante i cento giorni del genocidio, nel corso del quale furono uccise circa 800.000 persone, in gran parte appartenenti alla comunità tutsi e a hutu moderati.

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Dopo la condanna, Gasana aveva lasciato il Paese, stabilendosi in Norvegia. Qui, nel 2022, era stato arrestato a seguito di un mandato internazionale emesso dalle autorità ruandesi. Il procedimento di estradizione ha richiesto quasi tre anni, durante i quali le autorità dei due Paesi hanno collaborato a stretto contatto. La consegna alle autorità ruandesi è avvenuta in applicazione di un accordo di cooperazione giudiziaria che mira a garantire che i responsabili di crimini di genocidio non restino impuniti, indipendentemente dal tempo trascorso e dal luogo in cui si trovano.

L’Ambasciata del Ruanda ha espresso “profonda gratitudine” al Regno di Norvegia per la collaborazione, sottolineando che la giustizia rappresenta “una delle colonne portanti dell’unità, della riconciliazione e della lotta all’impunità”. Messaggi simili sono stati diffusi anche in francese e kinyarwanda, rimarcando come a più di trent’anni dal genocidio continuino le operazioni per rintracciare e processare i responsabili. Le autorità hanno anche lanciato un monito contro chi oggi alimenta l’odio etnico, invitandoli a “imparare dalla storia”.

L’estradizione di Gasana si inserisce in un più ampio sforzo del Rwanda per perseguire i crimini commessi nel 1994 attraverso la cooperazione internazionale. Negli ultimi anni, diversi altri fuggitivi sono stati arrestati o estradati da Paesi europei e africani, in un quadro di collaborazione che mira a ribadire che i crimini di genocidio non cadono in prescrizione.

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