A partire da luglio 2025, il Rwanda imporrà un’imposta aggiuntiva dello 0,2% sul valore dei beni importati confezionati in materiali plastici e prodotti monouso. La misura, annunciata dal Ministro delle Finanze Yusuf Murangwa, è parte di una riforma fiscale volta a rafforzare la raccolta e il riciclo della plastica.
UPDATE: Yusuf Murangwa, the Minister of Finance and Economic Planning has said that as part of the new tax policy reforms, an environmental levy on imported goods packaged in plastic materials or single-use products, will take effect in the next fiscal year 2025/26 to support… pic.twitter.com/D80YSttpVn
— The New Times (Rwanda) (@NewTimesRwanda) February 11, 2025
Questa nuova tassa rimedia a un’ingiustizia economica: mentre i produttori locali già pagavano un contributo di 120 franchi ruandesi (Rwf) per ogni chilogrammo di plastica utilizzata, gli importatori non erano soggetti ad alcuna imposta, creando una disparità di mercato.
Il Ministro del Commercio Prudence Sebahizi ha evidenziato che il costo dei prodotti importati potrebbe aumentare, influenzando le scelte dei consumatori. Un caso emblematico riguarda l’acqua in bottiglia: le aziende locali pagavano per importare bottiglie di plastica, mentre l’acqua confezionata in Kenya e Uganda arrivava senza alcun dazio, risultando più economica.
Il provvedimento si inserisce nel quadro della legge del 2019 che vieta la produzione e l’uso di sacchetti di plastica e prodotti monouso, con alcune eccezioni per il settore medico, agricolo e industriale. I produttori che necessitano di plastica per imballaggi dovranno firmare un accordo con il Ministero dell’Ambiente per garantire la gestione e il riciclo dei materiali.


