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Rwanda, nuova tassa sugli imballaggi in plastica per le importazioni

Il Rwanda introduce una tassa dello 0,2% sugli imballaggi in plastica delle importazioni per promuovere la sostenibilità e il riciclo, riequilibrando i costi per le aziende locali.

A partire da luglio 2025, il Rwanda imporrà un’imposta aggiuntiva dello 0,2% sul valore dei beni importati confezionati in materiali plastici e prodotti monouso. La misura, annunciata dal Ministro delle Finanze Yusuf Murangwa, è parte di una riforma fiscale volta a rafforzare la raccolta e il riciclo della plastica.

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Questa nuova tassa rimedia a un’ingiustizia economica: mentre i produttori locali già pagavano un contributo di 120 franchi ruandesi (Rwf) per ogni chilogrammo di plastica utilizzata, gli importatori non erano soggetti ad alcuna imposta, creando una disparità di mercato.

Il Ministro del Commercio Prudence Sebahizi ha evidenziato che il costo dei prodotti importati potrebbe aumentare, influenzando le scelte dei consumatori. Un caso emblematico riguarda l’acqua in bottiglia: le aziende locali pagavano per importare bottiglie di plastica, mentre l’acqua confezionata in Kenya e Uganda arrivava senza alcun dazio, risultando più economica.

Il provvedimento si inserisce nel quadro della legge del 2019 che vieta la produzione e l’uso di sacchetti di plastica e prodotti monouso, con alcune eccezioni per il settore medico, agricolo e industriale. I produttori che necessitano di plastica per imballaggi dovranno firmare un accordo con il Ministero dell’Ambiente per garantire la gestione e il riciclo dei materiali.

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