Gli Stati Uniti hanno annunciato l’imposizione di sanzioni contro James Kabarebe, attuale Ministro del Rwanda per l’Integrazione Regionale e generale in pensione, nonché Lawrence Kanyuka Kingston, membro di rilievo del M23 e dell’Alleanza del Fiume Congo, ritenuti coinvolti nel conflitto in corso nella Repubblica Democratica del Congo (RDC). In particolare, per il Dipartimento del Tesoro USA, Kabarebe supporterebbe l’M23 attraverso l’esportazione illegale di minerali dalla RDCongo, mentre Kanyuka controllerebbe due società con sede in Gran Bretagna e Francia, attraverso le quali potrebbe finanziare il gruppo armato. Inoltre, Kanyuka è noto per essere il portavoce del M23, ricoprendo un ruolo chiave nella comunicazione e nella propaganda del movimento.
Les USA sanctionnent 2 individus et 2 entités liés à la violence dans l’est de la RDC 🇨🇩. Cette action inclut la désignation du ministre d’État rwandais James Kabarebe et de Lawrence Kanyuka Kingston, porte-parole du M23 & de l’Alliance du fleuve Congo.
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Il gruppo ribelle M23 ha recentemente conquistato due delle principali città nell’est del paese, aggravando una crisi umanitaria già drammatica e alimentando speculazioni su una possibile destabilizzazione del governo del presidente Félix Tshisekedi a Kinshasa. Dal canto suo, tuttavia, il governo rwandese respinge ancora ogni accusa di sostegno all’M23, affermando che le sanzioni non contribuiranno alla risoluzione del conflitto nell’est congolese.
STATEMENT ON U.S. DESIGNATION
Today’s designation of Minister of State James Kabarebe by OFAC is unjustified and unfounded. If sanctions could resolve conflict in eastern Democratic Republic of Congo (DRC), we would have had peace in the region decades ago.
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— Ministry of Foreign Affairs & Int'l Cooperation (@RwandaMFA) February 20, 2025
Il Dipartimento di Stato americano ha anche aggiunto che questa offensiva rappresenterebbe una minaccia all’integrità territoriale della RDC e potrebbe trasformarsi in un conflitto regionale più ampio. Le autorità statunitensi puntano il dito contro il Rwanda, che – secondo alcune fonti internazionali, tra cui il governo congolese e le Nazioni Unite – potrebbe fornire sostegno all’M23 in termini di armamenti, addestramento e supporto logistico. Tuttavia, come già detto, Kigali ha sempre respinto queste accuse, affermando che le sue azioni sarebbero esclusivamente volte a contrastare la minaccia rappresentata dalle milizie hutu attive in territorio congolese, tra cui le Forze Democratiche per la Liberazione del Rwanda (FDLR), considerate ostili dal governo rwandese. Inoltre, il governo rwandese ha definito le sanzioni ingiustificate, sostenendo che la comunità internazionale dovrebbe piuttosto incentivare una soluzione diplomatica per la crisi nella RDC, piuttosto che adottare misure punitive. Secondo Yolande Makolo, portavoce dell’esecutivo rwandese, le sanzioni non sono la via per risolvere il conflitto nella regione.
Government Spokesperson Yolande Makolo on the recent U.S. sanctions against James Kabarebe, Minister of State for Foreign Affairs in Charge of Regional Cooperation. pic.twitter.com/lAVDnUrm5m
— IGIHE (@IGIHE) February 20, 2025
Il governo della RDC, al contrario, ha accolto con favore la decisione statunitense e ha richiesto ulteriori interventi da parte del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, dell’Unione Europea e di altri partner internazionali, affinché il Ruanda venga formalmente obbligato a ritirare eventuali presenze militari dal territorio congolese e a cessare ogni presunta attività illecita in collaborazione con il M23.


