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Rwanda, tensioni con il Belgio: sospesa la cooperazione allo sviluppo

Il Rwanda sospende la cooperazione allo sviluppo con il Belgio, accusandolo di interferenze nella crisi della RDC e di compromettere il processo di mediazione guidato dall'Unione Africana.

Il governo del Rwanda ha annunciato la sospensione della cooperazione allo sviluppo con il Belgio, interrompendo il programma di aiuti bilaterali previsti per il periodo 2024-2029. La decisione è stata presa in risposta a quella che Kigali definisce una “campagna aggressiva” condotta dal Belgio, in collaborazione con la Repubblica Democratica del Congo (RDC), volta a ostacolare l’accesso del Rwanda ai finanziamenti per lo sviluppo, anche attraverso istituzioni multilaterali.

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Secondo il governo rwandese, Bruxelles ha scelto di schierarsi nella crisi dell’Africa orientale, una scelta politica legittima, ma che non dovrebbe tradursi in una strumentalizzazione degli aiuti allo sviluppo. Il Rwanda critica le misure punitive unilaterali, ritenendole un’ingerenza esterna che rischia di compromettere il processo di mediazione condotto dall’Unione Africana e dalle organizzazioni regionali EAC e SADC.

Dal canto suo, il primo ministro belga Maxime Prevot ha risposto con un tweet in cui afferma che:

“Il Belgio prende atto della decisione del Rwanda di sospendere il nostro programma di cooperazione bilaterale.
A seguito della violazione dell’integrità territoriale della RDC da parte del Rwanda, eravamo in procinto di rivedere la nostra cooperazione al fine di adottare misure decisive in risposta a questa situazione.
Ci impegniamo in un processo di sospensione professionale che preservi i guadagni della nostra cooperazione di lunga data a beneficio del popolo rwandese.
Siamo determinati a continuare i nostri sforzi per aumentare la consapevolezza e mobilitare la comunità internazionale per trovare una soluzione pacifica al conflitto nell’est della RDC, basata sul diritto internazionale”.

Le risposte degli utenti rwandesi sono molto negative e ricordano a Prevot le pesanti responsabilità storiche del Belgio nella frammentazione esplosiva della regione dei Grandi Laghi.

La tensione tra Rwanda e Belgio, infatti, si inserisce nel più ampio contesto del conflitto nella RDC orientale, dove Kigali accusa la comunità internazionale di non aver rispettato gli impegni per lo smantellamento della milizia FDLR, sanzionata dall’ONU, e di non garantire la tutela dei diritti delle minoranze. Il governo rwandese ribadisce di non voler cedere a pressioni o ricatti e di avere come unico obiettivo la sicurezza dei propri confini e la fine definitiva delle politiche di estremismo etnico nella regione.

Il Rwanda sottolinea inoltre che la cooperazione allo sviluppo deve basarsi sul rispetto reciproco e sulla responsabilità condivisa nella gestione dei fondi. Durante questa fase critica per la regione, Kigali insiste sulla necessità di sostenere pienamente il processo di mediazione africano per garantire una pace duratura e la stabilità dell’area.

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