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Crisi

Sahara Occidentale, il Fronte Polisario minaccia il Rally Africa Eco Race 2024

Il Fronte Polisario minaccia il Rally Africa Eco Race 2024, dichiarando il Sahara Occidentale una zona di guerra: rischi e tensioni crescenti.

Il Fronte Polisario ha rilasciato un comunicato ufficiale in cui minaccia il Rally Africa Eco Race 2024, previsto tra il 29 dicembre 2024 e il 12 gennaio 2025, e che include tappe nel Sahara Occidentale. Il Polisario considera questo territorio una “zona di guerra” e ritiene responsabili gli organizzatori del rally di qualsiasi conseguenza derivante dall’attraversamento della regione. Nel comunicato si afferma che la “Repubblica Saharawi” si riserva il diritto di rispondere in modo fermo a qualsiasi azione che metta a rischio la sua sovranità e integrità territoriale.

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Oltre agli organizzatori della competizione, le minacce si estendono a tutti i paesi, le istituzioni pubbliche e private che operano nel Sahara Occidentale. Il Polisario invita esplicitamente ad astenersi da qualsiasi attività economica, culturale o di altra natura che possa essere interpretata come una legittimazione dell’occupazione del territorio, rivendicato dalla “Repubblica Araba Saharawi Democratica”.

Le minacce non sono nuove per gli organizzatori del Rally Africa Eco Race, che negli anni precedenti hanno sempre ignorato i moniti del Polisario, portando avanti il programma stabilito. Tuttavia, il contesto geopolitico del Sahara Occidentale resta altamente instabile.

Questa regione è al centro di un’annosa disputa tra il Marocco, che considera il Sahara Occidentale parte del proprio territorio, e il Fronte Polisario, che lotta per l’indipendenza della zona, sostenendo che si tratti di un territorio occupato. Il rally, che percorre tratti di deserto attraverso il Sahara, è visto dal Polisario come una provocazione diretta, poiché attraversa aree che il Fronte considera sotto la propria giurisdizione.

La tensione attorno alla competizione rappresenta un’ulteriore testimonianza delle sfide legate al conflitto irrisolto, che continua a influenzare non solo i rapporti diplomatici, ma anche eventi sportivi, culturali ed economici. Nonostante le pressioni, gli organizzatori del rally non hanno ancora commentato ufficialmente le minacce per l’edizione 2024, ma è probabile che proseguano con i piani previsti, alimentando ulteriormente il dibattito politico e le tensioni nella regione.

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Crises

Western Sahara, the Polisario front threatens the Rally Africa Eco Race 2024

The organizers of the rally have not yet commented officially the threats

The Polisario Front released an official statement threatening the Rally Africa Eco Race 2024, scheduled between December 29, 2024 and January 12, 2025, which includes stops in the Sahara Western. The Polisario Front considers this territory a “war zone” and accuses the rally organizers of being responsible for the consequences of crossing the region.
The press release states that the “Saharawi Republic” reserves the right to respond firmly to any action that jeopardizes its sovereignty and territorial integrity.
Moreover, the threats are extended to all the foreign countries, public institutions and private companies operating in the Sahara Western. Polisario Front invites explicitly to abstain from any economic, cultural or other activities that can be interpreted as a legitimation of the occupation of the territory, claimed by the “Arab Republic Sahrawi Democratic”.

Threats are not new to the organizers of the Africa Eco Race Rally but they had always ignored the Polisario’s warnings in previous years, bringing the established program ahead. However, the geopolitical context of the Sahara Western remains highly unstable.This region is at the center of a long-standing dispute between Morocco, which considers the Western Sahara part of its own territory, and the Polisario Front, which is fighting for the independence of the area, claiming that it is an occupied territory. The rally’s seen from Polisario as a direct provocation as it crosses areas that the Front considers under its jurisdiction across the Sahara desert.
The tension around the competition represents further testimony of the challenges related to the unresolved conflict, which continues to influence not only the diplomatic relations, but also cultural and economic events.
Despite all, the organizers of the rally have not yet commented officially the threats, but they are likely to continue with plans, fueling further the political debate and the tensions in the region.

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