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Conflitti

Sahara Occidentale, nuovi attacchi vicino a Smara riaccendono le tensioni tra Marocco e Fronte Polisario

Nel Sahara Occidentale nuovi attacchi rivendicati dal Fronte Polisario vicino a Smara riaccendono le tensioni con il Marocco e rilanciano il confronto diplomatico internazionale sul futuro del territorio.

Le tensioni nel Sahara Occidentale sono tornate ad aumentare dopo gli attacchi rivendicati dal Fronte Polisario nei pressi della città di Smara, territorio controllato dal Marocco. L’episodio, avvenuto il 5 maggio, ha provocato nuove reazioni diplomatiche internazionali e riportato attenzione su un conflitto che, pur ricevendo oggi una copertura mediatica limitata, resta formalmente irrisolto da decenni.

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Secondo le ricostruzioni diffuse da diverse fonti giornalistiche e diplomatiche, alcuni razzi sarebbero stati lanciati verso l’area urbana di Smara, una delle principali città del Sahara Occidentale amministrato da Rabat. Il Fronte Polisario ha rivendicato l’operazione definendola un attacco contro “postazioni delle forze di occupazione marocchine”, mentre le autorità marocchine e varie fonti occidentali sostengono che i colpi abbiano raggiunto aree civili, causando almeno un ferito.

L’episodio ha suscitato prese di posizione da parte di Stati Uniti, Francia e altri paesi europei. Parigi ha dichiarato che l’attacco “minaccia la stabilità regionale” e rischia di compromettere il processo negoziale sostenuto dalle Nazioni Unite. Anche rappresentanti ONU legati alla missione MINURSO hanno espresso preoccupazione per il rischio di una nuova escalation militare.

Le prese di posizione occidentali hanno però suscitato forti critiche negli ambienti vicini alla causa saharawi. Diversi commentatori e rappresentanti del Fronte Polisario accusano infatti Stati Uniti e Francia di essersi progressivamente allineati alla posizione marocchina, mettendo in discussione la loro credibilità come mediatori.

In un comunicato diffuso il 7 maggio, il Fronte Polisario ha inoltre criticato la visita dell’ambasciatore statunitense in Marocco a Dakhla, città del Sahara Occidentale controllata da Rabat, definendola una violazione dello status internazionale del territorio e un gesto capace di indebolire il processo di pace.

Il Sahara Occidentale rappresenta uno dei conflitti più lunghi e congelati del Nord Africa contemporaneo. Ex colonia spagnola, il territorio è conteso dal 1975 tra il Marocco e il Fronte Polisario, movimento politico-militare saharawi che rivendica l’indipendenza della regione e che ha proclamato la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).

Dopo anni di guerra, nel 1991 era stato raggiunto un cessate il fuoco sotto supervisione ONU, accompagnato dalla promessa di un referendum di autodeterminazione che però non è mai stato realizzato. Dal 2020 il Polisario considera di fatto conclusa la tregua e parla apertamente di ripresa del conflitto armato a bassa intensità.

Negli ultimi anni il quadro diplomatico internazionale si è progressivamente spostato a favore della posizione marocchina. Stati Uniti, Francia, Spagna e diversi paesi africani hanno espresso sostegno al piano di autonomia proposto da Rabat, considerato da queste cancellerie come la base più realistica per una soluzione politica. Parallelamente, il Polisario continua invece a chiedere il mantenimento dell’opzione referendaria e del principio di autodeterminazione riconosciuto dalle Nazioni Unite.

La stessa definizione del territorio continua a essere oggetto di forti divergenze politiche e giuridiche. L’ONU considera infatti il Sahara Occidentale un ‘territorio non autonomo’, mentre il Marocco esercita il controllo amministrativo sulla maggior parte dell’area. Una lunga barriera fortificata costruita da Rabat attraversa il deserto separando le zone controllate dal Marocco da quelle controllate dal Polisario.

L’attacco di Smara arriva inoltre in una fase particolarmente delicata dei tentativi di riattivare un negoziato internazionale. Secondo diverse analisi, gli attacchi si inseriscono in una fase di forte stallo diplomatico e di crescente tensione militare a bassa intensità lungo il territorio.

Nonostante la limitata attenzione mediatica internazionale, il Sahara Occidentale resta uno dei principali conflitti irrisolti del Maghreb, al centro di tensioni che intrecciano autodeterminazione, sicurezza regionale e rapporti diplomatici tra Nord Africa, Europa e area saheliana.

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