Le tensioni nel Sahara Occidentale sono tornate ad aumentare dopo gli attacchi rivendicati dal Fronte Polisario nei pressi della città di Smara, territorio controllato dal Marocco. L’episodio, avvenuto il 5 maggio, ha provocato nuove reazioni diplomatiche internazionali e riportato attenzione su un conflitto che, pur ricevendo oggi una copertura mediatica limitata, resta formalmente irrisolto da decenni.
🇪🇭 / 🇲🇦 : Le Front Polisario a lancé plusieurs missiles près de sites militaires marocains à Smara, ville du Sahara occidental sous contrôle du Maroc. Aucune blessé n’a été signalé selon les autorités. Les systèmes d’interception ont échoué à neutraliser les missiles sahraouis.… pic.twitter.com/AIV0ihYJJU
— Infos Minutes (@InfosMinutesFR) May 5, 2026
Secondo le ricostruzioni diffuse da diverse fonti giornalistiche e diplomatiche, alcuni razzi sarebbero stati lanciati verso l’area urbana di Smara, una delle principali città del Sahara Occidentale amministrato da Rabat. Il Fronte Polisario ha rivendicato l’operazione definendola un attacco contro “postazioni delle forze di occupazione marocchine”, mentre le autorità marocchine e varie fonti occidentali sostengono che i colpi abbiano raggiunto aree civili, causando almeno un ferito.
We condemn the attacks by Polisario Front in Smara.
Such violence threatens regional stability and the progress made towards peace.
These actions are inconsistent with the spirit of the recent talks.
The time to end this 50-year-old dispute is now.
As affirmed in…
— U.S. Mission to the UN (@USUN) May 6, 2026
La France condamne l’attaque revendiquée par le Front Polisario contre la ville de Smara, lundi 5 mai.
Nous appuyons les efforts de négociations dans le cadre de l’ONU, sur la base de la résolution 2797 et l’initiative d’autonomie sous souveraineté marocaine. pic.twitter.com/QNv6v9FHg9
— La France à l’ONU 🇫🇷🇺🇳 (@franceonu) May 7, 2026
L’episodio ha suscitato prese di posizione da parte di Stati Uniti, Francia e altri paesi europei. Parigi ha dichiarato che l’attacco “minaccia la stabilità regionale” e rischia di compromettere il processo negoziale sostenuto dalle Nazioni Unite. Anche rappresentanti ONU legati alla missione MINURSO hanno espresso preoccupazione per il rischio di una nuova escalation militare.
Le prese di posizione occidentali hanno però suscitato forti critiche negli ambienti vicini alla causa saharawi. Diversi commentatori e rappresentanti del Fronte Polisario accusano infatti Stati Uniti e Francia di essersi progressivamente allineati alla posizione marocchina, mettendo in discussione la loro credibilità come mediatori.
Frente POLISARIO condemns U.S. Ambassador’s visit to Occupied Dajla as it undermines the peace process in Western Sahara | Sahara Press Service (SPS) https://t.co/cMoEEVQaSO
— Ali. BRAHIM M (@RoubiouAli) May 7, 2026
In un comunicato diffuso il 7 maggio, il Fronte Polisario ha inoltre criticato la visita dell’ambasciatore statunitense in Marocco a Dakhla, città del Sahara Occidentale controllata da Rabat, definendola una violazione dello status internazionale del territorio e un gesto capace di indebolire il processo di pace.
Il Sahara Occidentale rappresenta uno dei conflitti più lunghi e congelati del Nord Africa contemporaneo. Ex colonia spagnola, il territorio è conteso dal 1975 tra il Marocco e il Fronte Polisario, movimento politico-militare saharawi che rivendica l’indipendenza della regione e che ha proclamato la Repubblica Araba Saharawi Democratica (RASD).
Dopo anni di guerra, nel 1991 era stato raggiunto un cessate il fuoco sotto supervisione ONU, accompagnato dalla promessa di un referendum di autodeterminazione che però non è mai stato realizzato. Dal 2020 il Polisario considera di fatto conclusa la tregua e parla apertamente di ripresa del conflitto armato a bassa intensità.
Negli ultimi anni il quadro diplomatico internazionale si è progressivamente spostato a favore della posizione marocchina. Stati Uniti, Francia, Spagna e diversi paesi africani hanno espresso sostegno al piano di autonomia proposto da Rabat, considerato da queste cancellerie come la base più realistica per una soluzione politica. Parallelamente, il Polisario continua invece a chiedere il mantenimento dell’opzione referendaria e del principio di autodeterminazione riconosciuto dalle Nazioni Unite.
La stessa definizione del territorio continua a essere oggetto di forti divergenze politiche e giuridiche. L’ONU considera infatti il Sahara Occidentale un ‘territorio non autonomo’, mentre il Marocco esercita il controllo amministrativo sulla maggior parte dell’area. Una lunga barriera fortificata costruita da Rabat attraversa il deserto separando le zone controllate dal Marocco da quelle controllate dal Polisario.
L’attacco di Smara arriva inoltre in una fase particolarmente delicata dei tentativi di riattivare un negoziato internazionale. Secondo diverse analisi, gli attacchi si inseriscono in una fase di forte stallo diplomatico e di crescente tensione militare a bassa intensità lungo il territorio.
Nonostante la limitata attenzione mediatica internazionale, il Sahara Occidentale resta uno dei principali conflitti irrisolti del Maghreb, al centro di tensioni che intrecciano autodeterminazione, sicurezza regionale e rapporti diplomatici tra Nord Africa, Europa e area saheliana.


