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Analisi

Sahel, il rapporto TOCTA fotografa l’espansione delle reti criminali che alimentano instabilità e conflitti

Nel Sahel il nuovo rapporto TOCTA evidenzia come traffici illeciti, corruzione e gruppi armati alimentino una rete criminale transnazionale che compromette sicurezza, sviluppo e stabilità regionale.

Quando si parla, e si scrive, di Sahel spesso si generalizza e si tende a non spiegare in modo efficace la situazione sul terreno. L’intera regione sta attraversando una fase di crescente instabilità e insicurezza. Con conseguenze che si estendono ben oltre i confini regionali. Negli ultimi mesi, nonostante il consolidamento delle giunte militari al potere nei paesi più importanti dell’area, dal Mali al Burkina Faso, il Sahel ha visto un incremento significativo di violenze, attività terroristica e di criminalità organizzata, configurando un quadro di crisi multifattoriale.

In termini di sicurezza, si è registrato dal 2023 a oggi un significativo incrementò di attacchi jihadisti contro obiettivi civili e militari. Secondo la ong Human right watch e gli organismi di monitoraggio delle attività criminali nel continente africano, negli ultimi due anni si sono verificati oltre 300 attacchi di gruppi affiliati ad Al-Qaeda e Daesh. In particolare, aree come il Mali, il Niger e il Burkina Faso sono diventate epicentri di scontri armati tra terroristi e forze di sicurezza regolari, con conseguente sfollamento di civili e determinando crisi umanitarie di vasta portata. Nonostante la propaganda dei “colonnelli” e delle autorità locali, che sostengono di avere il pieno controllo dell’ordine pubblico e di essere in grado di affrontare le minacce jihadiste, l’instabilità politico-militare è lontana dall’essere superata.

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In Mali, ad esempio, i gruppi armati hanno esteso la loro influenza, controllando vaste zone del paese e acquisendo sempre più potere. Analogamente, in Niger e Burkina Faso, si rileva un aumento delle operazioni terroristiche, spesso accompagnate da attività di racket e traffico di esseri umani e di droga.

Il recente rapporto del Transnational Organized Crime Threat Assessment (TOCTA Sahel), offre una panoramica indiscutibile di quanto il fenomeno sia ampio. La regione è attraversata da insidiosi flussi criminali con un impatto significativo sulla stabilità interna e lungo i confini. Il rapporto del TOCTA Sahel descrive un quadro complesso, con innumerevoli attività illecite in essere: dalla contraffazione di farmaci e attrezzature mediche fornite alle infrastrutture di assistenza sanitaria, di fondamentale importanza in un’area già penalizzata da carenze strutturali e con elevato rischio per la salute pubblica, al contrabbando di carburanti, pregiudicando le entrate statali a favore delle reti criminali transnazionali. Una economia illegale paragonabile a un “sistema parallelo” a quello governativo.

Altro dato significativo del rapporto è quello della proliferazione del traffico di armi che vanno ad alimentare i conflitti locali rafforzando i gruppi terroristici e pregiudicando gli sforzi di stabilizzazione delle autorità locali. Sempre prolifiche restano le attività delle reti del traffico dei migranti con il coinvolgendo di attori transnazionali, favorite spesso dalla corruzione delle forze di sicurezza locali e accompagnate da abusi e sfruttamento. The last but not the least, il commercio illegale dell’oro, che contribuisce sostanzialmente alle entrate criminali, e il vasto traffico di droga.

Il Sahel funge da regione di transito oltre che di produzione delle sostanze stupefacenti, che finiscono nel mercato del narcotraffico in Sud America e Europa. Dal rapporto, di cui vi abbiamo fornito i dati più significativi, emerge come la criminalità organizzata nel Sahel contribuisca a una spirale di instabilità che ne ostacola lo sviluppo socio-economico. La presenza di gruppi armati e di reti criminali radicalizza conflitti locali, alimenta guerre per le risorse e crea condizioni di insicurezza che impediscono investimenti e servizi essenziali, come sanità e istruzione. Inoltre, sfruttando tali vulnerabilità e usando la corruzione come veicolo di proliferazione, le reti criminali compromettono le istituzioni e minano la legittimità dello Stato.

A fronte di questo quadro devastante, il TOCTA Sahel sollecita una vera e propria “chiamata all’azione” con interventi integrati che coinvolgano le istituzioni internazionali di più alto profilo. Ma, nonostante l’importanza strategica dell’area, l’attenzione e le strategie di intervento adottare finora risultano insufficienti. Una inadeguatezza che rischia di aggravare la situazione sul terreno, favorendo l’espansione di gruppi radical in nuove aree. Solo attraverso un’efficace collaborazione internazionale, investimenti per la sicurezza e lo sviluppo socio-economico locali, si può sperare di contenere e contrastare questa crisi crescente.

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Esperta di questioni internazionali, africanista. È stata insignita per il suo lavoro di giornalista della Medaglia di rappresentanza della Presidenza della Repubblica.

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