Babacar Diop è stato eletto sindaco di Thiès, la seconda città del Senegal, il 23 gennaio 2022. Lo incontriamo nel suo ufficio di primo cittadino nel vecchio edificio coloniale che ospita il municipio di Thiès, quello che Léopold Sédar Senghor occupava nel 1956.

Signor sindaco, qui nel suo ufficio c’è il ritratto del presidente Léopold Senghor, primo sindaco di Thiès: qual è la sua opinione riguardo a questo grande poeta e statista senegalese?
«In effetti nel 1956 Leopold Senghor fu il primo sindaco eletto di questa città: qui siamo in quello che fu il suo ufficio ed è un onore per me essere l’ottavo successore di Senghor, una personalità che ha fortemente segnato la vita politica del Senegal. Si tratta di uno dei padri fondatori della socialdemocrazia in Africa, insieme a Cabral, a Nyerere (soprattutto quest’ultimo era molto vicino alle idee socialiste di Senghor) e a Nkrumah, che era però molto più radicale. Io ho un grande rispetto per Senghor e per Mamadou Dia, altra figura molto importante del socialismo africano, che oggi è un po’ dimenticata. Senghor e Dia erano due politici sui quali l’Africa poteva contare e a me dispiace molto che nel 1962 ci fu una rottura tra i due, rottura che causò la fine del progetto progressista dell’epoca. Da quel momento in poi, Senghor fu nelle mani delle forze reazionarie e fece imprigionare Mamadou Dia, perdendo così un alleato prezioso per la realizzazione di una politica sociale. Dobbiamo dunque ritornare al primo Senghor: se leggiamo i testi scritti da lui prima del 1962, notiamo che il grande poeta aveva delle idee rivoluzionarie, molto progressiste. Ritengo importante ritornare alle idee dei padri fondatori del BDS (Blocco democratico senegalese), che nacque nel 1948. I padri fondatori furono quattro: Leopold Senghor, Mamadou Dia, Boisé Balo e Ibrahim Seydou Ndaw. È dunque importante, secondo me, ritornare alle idee progressiste di questi giovani, che criticarono la gestione di Lamine Guei e poi vinsero le elezioni nel 1951. In Senegal l’alternanza politica è cominciata prima dell’indipendenza, già nel 1951, data nella quale il partito socialista è salito al potere, per poi governare fino al 2000. Bisogna dunque assumere in modo critico questa eredità politica e riprendere solo le idee progressiste e di sinistra di Senghor e di Mamadou Dia. Oggi, essendo io il successore di Senghor come sindaco di Thiès, voglio fare questo lavoro intellettuale di valutazione critica delle idee del grande poeta e statista senegalese.
Veniamo ora all’attualità politica: le elezioni legislative. ll PASTEF, partito del Presidente della Repubblica e del premier, dai primi risultati sembra abbia ottenuto la maggioranza assoluta in Parlamento. Il presidente Faye è stato eletto nel marzo scorso: quali sono state le sue priorità nei primi mesi di attività politica?
«Io penso che il Presidente della Repubblica abbia una sincera volontà di cambiamento, un cambiamento che è già visibile nel modo di governare: oggi c’è meno arroganza! È importante per noi, che siamo di sinistra, che chi è al potere sia al servizio del popolo; noi non condividiamo la concezione di Machiavelli e di Hobbs, per i quali il potere è dominio, oppressione. Fin dalle prime settimane dal suo insediamento, il Presidente Faye ha mostrato d’essere un uomo di rottura delle cattive pratiche politiche del passato ed ha dimostrato una chiara volontà di trasparenza nel suo agire e nel suo modo di governare. Se, come è probabile, dopo le lezioni legislative il Presidente della Repubblica avrà un’ampia maggioranza parlamentare, gli sarà possibile iniziare delle riforme profonde per la trasformazione del nostro Paese, nonostante l’opposizione delle forze reazionarie, che non bisogna sottovalutare».


