Il 1° gennaio 2025, Senegal e Mauritania hanno raggiunto una fase cruciale nel loro progetto congiunto di sfruttamento delle risorse energetiche offshore con l’apertura del primo pozzo del giacimento di gas naturale “Grand Tortue/Ahmeyim” (GTA). Questo giacimento marino, situato al confine tra i due paesi, è al centro di un’importante iniziativa che mira a portare alla commercializzazione del gas naturale liquefatto (GNL). La produzione prevista per il progetto GTA è di circa 2,5 milioni di tonnellate di GNL all’anno. Sebbene inizialmente fosse previsto l’avvio della produzione entro la fine del 2024, la data è stata rinviata al 2025, senza ulteriori specifiche. Nonostante ciò, l’apertura del primo pozzo rappresenta un passo significativo verso l’inizio della commercializzazione del gas, un segnale positivo per la cooperazione tra Senegal e Mauritania, che consolida ulteriormente il loro ruolo di partner strategici nell’industria energetica regionale.
🇸🇳 🇲🇷 Le Sénégal et la Mauritanie lancent l'exploitation de leur champ de gaz commun. https://t.co/XE6UU3IjIv
— Le journal Afrique TV5MONDE (@JTAtv5monde) January 1, 2025
Il progetto GTA è sviluppato da un consorzio composto dalla compagnia britannica BP, dall’americana Kosmos Energy, dalla Société mauritanienne des hydrocarbures (SMH) e dalla compagnia petrolifera senegalese Petrosen. La realizzazione del giacimento segna un avanzamento importante non solo dal punto di vista economico, ma anche da quello geopolitico, poiché rafforza la collaborazione tra i due paesi nell’ambito dell’energia. Il gas estratto sarà destinato sia all’esportazione che al consumo domestico, anche se la produzione totale non raggiungerà ancora i livelli dei grandi produttori mondiali e africani come il Nigeria.
Per il Senegal, che è entrato da poco nel gruppo dei produttori di idrocarburi, questo sviluppo rappresenta un passo decisivo verso un’economia più diversificata. Infatti, il paese ha iniziato a estrarre petrolio dal giacimento offshore di Sangomar, situato a circa 100 km a sud di Dakar, grazie alla compagnia australiana Woodside. Il progetto di Sangomar, lanciato nel 2020, prevede investimenti pari a circa 5 miliardi di dollari e una produzione di 100.000 barili di petrolio al giorno, con l’obiettivo di incrementare progressivamente la capacità di produzione. La combinazione di petrolio e gas naturale potrà generare notevoli ricavi, sebbene i livelli di produzione non siano comparabili con quelli di paesi come la Nigeria.
Il presidente senegalese Bassirou Diomaye Faye, che ha assunto la carica nel marzo 2024, ha sottolineato l’importanza di una gestione trasparente e ottimale delle risorse naturali, promettendo di garantire che i benefici derivanti dall’industria del petrolio e del gas siano distribuiti equamente tra la popolazione, sia per le generazioni presenti che future. In questo contesto, il governo ha annunciato un audit dei contratti legati alle risorse energetiche, un passo che mira a garantire una gestione più trasparente e sostenibile delle risorse naturali del paese.
Questo scenario mostra come Senegal e Mauritania, due paesi che storicamente hanno avuto un’industria energetica limitata, stiano rapidamente emergendo come nuovi attori nel panorama energetico regionale e globale. La cooperazione tra i due, infatti, non si limita solo alla gestione dei giacimenti marini di gas, ma si estende anche ad altri ambiti, come il potenziale di sviluppo di energie rinnovabili e la creazione di un’infrastruttura energetica comune che possa favorire l’accesso a nuovi mercati. Con la produzione di GNL che sta per entrare nella fase commerciale, questi paesi sono destinati a diventare player rilevanti in Africa e nel mercato globale dell’energia.


