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Diritti umani

Senegal, il Parlamento raddoppia le pene per l’omosessualità: fino a dieci anni di carcere

In Senegal il Parlamento ha approvato una legge che raddoppia le pene per le relazioni omosessuali portandole fino a dieci anni di carcere e introduce sanzioni anche contro associazioni e ong accusate di “promuovere” l’omosessualità.

Il Parlamento del Senegal ha approvato una nuova legge che inasprisce le pene contro le relazioni tra persone dello stesso sesso, portando la reclusione da un minimo di cinque a un massimo di dieci anni. Il provvedimento è stato votato con una maggioranza schiacciante: 135 voti favorevoli e tre astensioni, senza voti contrari.

La norma modifica la legislazione precedente, risalente al 1966, che già criminalizzava i rapporti omosessuali con pene fino a cinque anni di carcere. Secondo il governo, quella normativa era ormai considerata troppo indulgente e non più adeguata al contesto sociale e politico del paese.

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La nuova legge non si limita ad aumentare le pene per chi intrattiene relazioni con persone dello stesso sesso. Il testo prevede anche sanzioni per chi “promuove”, “finanzia” o “facilita” tali relazioni. In questi casi le pene possono variare da tre a sette anni di carcere, accompagnate da multe che possono arrivare fino a circa 15mila euro. L’obiettivo dichiarato è colpire associazioni, ong e movimenti che difendono i diritti delle persone Lgbtq+.

Il provvedimento era stato presentato il mese scorso dal primo ministro Ousmane Sonko e ora dovrà essere promulgato dal presidente Bassirou Diomaye Faye per entrare in vigore. La scelta del governo si inserisce in un clima sociale già fortemente conservatore. Diversi studi e sondaggi indicano che nel paese l’ostilità verso l’omosessualità è molto diffusa: secondo un’indagine di Afrobarometer, il 97 per cento degli intervistati ha dichiarato che non vorrebbe avere una persona omosessuale come vicino di casa.

Secondo vari analisti, l’inasprimento delle pene ha anche una dimensione politica. Il primo ministro Sonko ha costruito gran parte della propria immagine pubblica su un discorso nazionalista e anti-neocoloniale, presentandosi come difensore dei valori religiosi e culturali del Senegal contro le pressioni esterne. In questa prospettiva, le rivendicazioni legate ai diritti delle persone Lgbt vengono spesso descritte come un’influenza occidentale che rischierebbe di dividere il paese.

Nel dibattito pubblico senegalese, infatti, la questione è stata spesso associata a temi più ampi di sovranità culturale e morale. Durante la discussione parlamentare alcuni esponenti del governo hanno sostenuto che la legislazione più severa sarebbe necessaria per preservare l’identità sociale e religiosa della nazione.

Critici e osservatori internazionali sottolineano però che la nuova legge potrebbe contribuire ad aggravare un clima già segnato da arresti e denunce per presunta omosessualità, rafforzando il rischio di stigmatizzazione sociale e persecuzione.

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La decisione del Parlamento arriva inoltre in una fase delicata per il paese, segnato da tensioni economiche e sociali, tra cui la disoccupazione giovanile e l’aumento del costo della vita. Per alcuni osservatori, il tema dei diritti sessuali è diventato anche uno strumento di mobilitazione politica e di ridefinizione del discorso nazionale.

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