Skip to content
News

Senegal, il presidente Faye destituisce il premier Sonko e apre una fase di forte tensione politica

In Senegal il presidente Bassirou Diomaye Faye ha destituito il primo ministro Ousmane Sonko e sciolto il governo, aggravando le tensioni interne alla leadership salita al potere nel 2024.

Il Senegal entra in una nuova fase di instabilità politica dopo la decisione del presidente Bassirou Diomaye Faye di destituire il primo ministro Ousmane Sonko e sciogliere l’intero governo. L’annuncio è stato dato nella tarda serata del 22 maggio dalla presidenza della Repubblica attraverso la televisione pubblica senegalese, ponendo fine a mesi di tensioni crescenti tra le due figure che avevano conquistato insieme il potere nel 2024.

Annunci

Secondo il decreto presidenziale letto dal segretario generale della presidenza Oumar Samba Ba, Sonko non è più primo ministro e decadono contestualmente anche ministri e segretari di Stato. Il governo uscente resterà in carica soltanto per gli affari correnti fino alla formazione di un nuovo esecutivo.

La decisione arriva poche ore dopo un intervento molto duro dello stesso Sonko davanti all’Assemblea nazionale. L’ormai ex premier aveva dichiarato di non essere “un primo ministro che obbedisce ciecamente”, riconoscendo pubblicamente l’esistenza di divergenze con il capo dello Stato. Parole che hanno dato forma esplicita a una frattura politica già visibile da mesi e che ora esplode apertamente ai vertici dello Stato senegalese.

Il rapporto tra i due leader era stato uno degli elementi simbolici del cambiamento politico del 2024. Sonko, principale oppositore dell’ex presidente Macky Sall, era stato escluso dalla corsa presidenziale e aveva indicato Faye come candidato alternativo. La vittoria elettorale era stata letta da molti osservatori come l’inizio di una nuova stagione politica per il Senegal, costruita attorno alla promessa di rinnovamento istituzionale, sovranità nazionale e maggiore autonomia rispetto alle influenze esterne.

Negli ultimi mesi, tuttavia, le differenze strategiche e personali tra presidente e primo ministro erano diventate sempre più evidenti. Faye aveva già lasciato intendere pubblicamente che la fiducia nei confronti di Sonko stesse venendo meno. La destituzione rappresenta quindi il punto di rottura definitivo di un equilibrio politico che appariva ormai fragile.
Sonko ha reagito rapidamente sui social network con un messaggio breve ma significativo: “Questa sera dormirò con il cuore leggero”. Una frase interpretata da molti analisti come il segnale di una possibile riorganizzazione politica autonoma dell’ex premier, che conserva ancora un forte seguito popolare e parlamentare.

La crisi apre ora scenari complessi per il Senegal, considerato per anni uno dei sistemi politici più stabili dell’Africa occidentale. Alcuni osservatori temono che possa emergere un conflitto permanente tra la presidenza e una parte della maggioranza parlamentare rimasta vicina a Sonko. Sullo sfondo si profilano già le prossime scadenze elettorali, dalle amministrative del 2027 fino alle presidenziali del 2029, che potrebbero trasformare la rottura politica attuale in una lunga competizione interna al campo che aveva guidato il cambiamento del paese.

Secondo diversi analisti senegalesi, il rischio principale non riguarda soltanto la rivalità personale tra i due leader, ma la possibilità che il conflitto finisca per rallentare l’azione pubblica e alimentare nuove tensioni sociali in un paese che negli ultimi anni aveva già attraversato proteste, scontri e forti polarizzazioni politiche.

Annunci
Africa OccidentaleBassirou Diomaye Fayecrisi politicadakargovernomaggioranza parlamentareOusmane Sonkopresidenziali 2029Senegaltensioni istituzionali
Leggi anche
Torna su
No results found...