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Sviluppo

Senegal, il progetto di diventare una “nazione spaziale”

Il Senegal punta a diventare una nazione spaziale: dopo il lancio del suo primo satellite nel 2024, Dakar studia una piattaforma offshore per inviare razzi nello spazio dalle proprie coste.

Il Senegal guarda allo spazio e punta a dotarsi, nel tempo, di una filiera nazionale capace non soltanto di utilizzare satelliti, ma anche di costruirli e, in prospettiva, lanciarli dal proprio territorio. Tra le ipotesi allo studio figura la realizzazione di un sito offshore al largo delle coste senegalesi destinato al lancio di razzi.

A illustrare il progetto è Maram Kairé, direttore generale dell’Agenzia senegalese di studi spaziali (ASes), intervenuto il 10 settembre ai microfoni di RFI da Parigi, dove partecipa al primo vertice internazionale dedicato allo spazio.

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“Oggi vogliamo poter fare del nostro Paese una nazione spaziale”, ha spiegato Kairé. L’obiettivo segna un passaggio ulteriore nella strategia avviata negli ultimi anni da Dakar, che nel 2024 ha raggiunto una prima tappa importante con il lancio del suo primo satellite.

Senegal, lancia in orbita il suo primo satellite e guarda al futuro tecnologico

Ora l’ambizione è sviluppare maggiori capacità tecnologiche direttamente in Senegal. Non si tratta quindi soltanto di mettere in orbita nuovi satelliti attraverso infrastrutture e vettori stranieri, ma di acquisire progressivamente le competenze necessarie per costruirli nel Paese. In una prospettiva ancora più ambiziosa, Dakar vorrebbe disporre anche di una propria capacità di lancio.

È in questo quadro che si inserisce lo studio di un sito offshore. La posizione geografica del Senegal, affacciato sull’Atlantico, rende infatti possibile immaginare infrastrutture marittime dalle quali effettuare in futuro operazioni di lancio, anche se il progetto si trova ancora in una fase di studio.

La strategia senegalese si colloca in un processo più ampio che vede diversi Paesi africani investire nelle tecnologie spaziali. I satelliti non rappresentano soltanto una dimostrazione di capacità scientifica: possono fornire strumenti per l’osservazione del territorio, il monitoraggio ambientale, le telecomunicazioni, l’agricoltura e la gestione dei rischi.

Per il Senegal, dunque, diventare una “nazione spaziale” significa soprattutto cercare di ridurre la dipendenza tecnologica dall’estero e costruire competenze scientifiche e industriali nazionali. Il passaggio dal possesso di un satellite alla capacità di progettarlo, costruirlo e, un giorno, lanciarlo autonomamente resta un percorso complesso e di lungo periodo.

L’ipotesi della piattaforma offshore mostra tuttavia la direzione scelta da Dakar: lo spazio viene considerato non più soltanto come un settore riservato alle grandi potenze, ma come un ambito nel quale anche un Paese africano può cercare di costruire progressivamente una propria autonomia scientifica e tecnologica.

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