Inca, il patronato della CGIL ha una sede in Senegal. Vanessa Marchese, la direttrice, spiega quali sono le loro attività.
Siamo in Senegal da piú di vent’ anni, quando ancora la comunitá Senegalese in italia era formata da poche migliaia di persone e gli italiani in Senegal iscritti AIRE (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) erano meno di 300. Possiamo affermare che la CGIL ed INCA, il suo patronato, sono stati lungimiranti con l’apertura della sede senegalese perché oggi in Italia i senegalesi regolarmente residenti sono piú di 150mila (se si tiene conto degli oltre 35mila che nel frattempo hanno acquisito anche la cittadinanza italiana) e noi italiani Aire in Senegal sfioriamo i 5000. Noi siamo qui per tutti loro e le loro famiglie.
Forniamo assistenza e tutela ai pensionati ed ai loro superstiti, ai cittadini di qualsiasi nazionalitá. Lavoriamo per il conseguimento in Italia e all’estero delle prestazioni, ove previsto, in materia di sicurezza sociale, di immigrazione e emigrazione erogate da amministrazioni ed enti pubblici. Forniamo informazioni ed aiutiamo, fino a dove ci é possibile, nel disbrigo di pratiche amministrative e consolari. Diamo anche « pacche sulla spalla » come amo dire io, perché spesso l’esperienza migratoria non é facile, ed un consiglio o un chiarimento sulle procedure aiutano a viverla meglio. Con i progetti Form@, finanziati da fondi europei e posto sotto la supervisione e il controllo del Ministero italiano del Lavoro, abbiamo fornito assistenza e formazione ai candidati all’immigrazione regolare titolari di Nulla osta al raggruppamento famigliare.
La Cgil, inoltre, da anni lavora in partenariato con il coordinamento di sindacati senegalesi CARISM ed ha portato avanti progetti di formazione e scambio sul lavoro sicuro e dignitoso.
Io sono direttrice di Inca Senegal dal 2020 e posso dire, con fermezza ed anche fierezza, che oggi siamo un punto di riferimento per migliaia di senegalesi della diaspora e per i cittadini italiani che scelgono il Senegal come casa.
Nel settore pensioni, ad esempio, la maggior parte della nostra utenza é formata da vedove di cittadini senegalesi che hanno lavorato in Italia, parliamo quindi di pensioni indirette. Senza la presenza di Inca in Senegal molte di loro (piú dell’ottanta per cento) non avrebbero accesso alla pensione, non saprebbero neanche di averne diritto. Molte vedove, spesso con figli minori a carico, restate sole e demunite dopo aver perso il marito con una storia di immigrazione in italia, non sanno di avere diritto ad una rendita o a una pensione. Alcune hanno scoperto di avere questo diritto (soddisfati naturalmente i parametri di legge) anche dopo 8 o 9 anni dalla morte del coniuge!
Per arrivare a loro che spesso vivono nei villaggi dell’entroterra, ed allargare la nostra visibiltá, in questi ultimi anni abbiamo lavorato molto sulla comunicazione intaprendendo diverse inziative : spostandoci noi stessi piú volte all’interno del paese, facendo « sportello » in maniera itinerante ; con la nostra trasmissione « Assistenza alla Diaspora » che va in onda sul canale satellitare A2ITV ed anche su youtube, siamo riusciti ad entrare nelle case della gente; la nostra pagina Facebook é sempre aggiornata ed é molto seguita.
Uno dei nostri fiori all’occhiello é l’assistenza ai servizi consolari e la sensibilizzazione sulle procedure. Un’altra cosa che dico spesso é che noi siamo dei
« volgarizzatori », una delle nostre missioni infatti é quella di rendere fruibile la burocrazia. Un utente cosciente é un cittadino rispettoso delle procedure. Cosa ci auguriamo per il futuro ? Che tra l’Italia ed il Senegal vengano firmati degli accordi bilaterali sul tema lavoro. Tra i nostri due paesi esiste già, ad esempio, la Convenzione del 20/12/2000 n. 417 Convenzione tra il Governo della Repubblica Italiana e il Governo della Repubblica del Senegal al fine di evitare le doppie imposizioni in materia di imposta sul reddito e per prevenire le evasioni fiscali.
Il numero di pensionati italiani che decidono di trasferirsi in Senegal infatti é in aumento, sia per le caratterische ospitali e climatiche del paese sia perché traferendosi qui e scegliendo come residenza fiscale il Senegal, ricevono dall’italia la loro pensione lorda.
Un accordo nel settore lavoro cambierebbe totalmente il « modo di immigrare » dei senegalesi in Italia ma anche degli italiani in Senegal. Esso diventerebbe programmatico. La totalizzazione dei contributi, garantirebbe il diritto alla pensione sia in Italia che in Senegal favorendo il lavoro regolare nei due paesi e renderebbe l’esperienza migratoria più responsabile e programmatica.


