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Sviluppo

Senegal, le piroghe tradizionali diventano elettriche tra pesca, turismo e sostenibilità

In Senegal prende forma un progetto che trasforma le piroghe a motore termico in imbarcazioni elettriche alimentate da batterie solari, con benefici economici ed ecologici.

In Senegal, la transizione verso forme di navigazione più sostenibili sta prendendo corpo grazie a un progetto innovativo avviato dalla società Jokosun Energies, fondata nel 2018 da Raymond Sarr, ex tecnico aeronautico a Tolosa. L’iniziativa consiste nel trasformare i tradizionali motori a benzina delle piroghe – imbarcazioni simbolo della pesca e del turismo locale, soprattutto nelle regioni di Casamance e del Sine Saloum – in motori elettrici alimentati da batterie ricaricate con energia solare.

Il procedimento non richiede la sostituzione completa del motore: l’elica e la struttura restano intatte, mentre il cuore del propulsore termico viene sostituito da un motore elettrico. In questo modo, il piroguier (il proprietario della piroga) ottiene una serie di vantaggi immediati: riduzione di circa il 50% dei costi per il carburante, spese di manutenzione inferiori di tre volte rispetto a quelle di un motore tradizionale e un miglioramento significativo dell’autonomia di navigazione.

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Uno dei meccanici formati da Jokosun, André Jammeh, racconta di avere già realizzato la conversione di quattro motori, evidenziando la semplicità della tecnica, mentre la società offre un servizio di sostituzione delle batterie scariche con altre già ricaricate, garantendo continuità operativa. Il modello economico è pensato per superare l’ostacolo dell’investimento iniziale: i piroguiers possono effettuare l’operazione di retrofit con una spesa di circa 100.000 franchi CFA (150 euro), dilazionata tramite leasing, mentre le batterie sono fornite in affitto giornaliero.

I benefici non sono soltanto economici. Secondo Mame Birra Barro, proprietario di una piroga turistica, il motore elettrico consente di avvicinarsi agli uccelli senza disturbarli e riduce l’inquinamento acustico e atmosferico, rendendo l’esperienza più sostenibile sia per i turisti che per i pescatori. Il silenzio del motore facilita la pesca a traina e contribuisce alla tutela dell’ecosistema marino.

Il progetto ha ottenuto anche un sostegno internazionale: tra i finanziatori vi è il programma britannico Manufacturing Africa, diretto da Claire O’Neill, che ha sottolineato come l’innovazione risponda alle necessità locali con un modello circolare, capace di unire vantaggi economici e benefici ambientali. I primi risultati sono considerati incoraggianti: cinque piroghe sono già state convertite e, dopo questa fase sperimentale, si punta a raggiungere quota venti entro la fine dell’anno.

La prospettiva che si apre è quella di una graduale elettrificazione della flotta tradizionale senegalese, con importanti ricadute sull’economia della pesca e del turismo, ma anche sul piano ambientale, in una regione dove la salvaguardia degli ecosistemi costieri è cruciale.

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