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Opinioni

Senegal, l’esodo dei giovani verso l’Europa: inchiesta etnografica nella regione della Casamance

Nelle storie dei ragazzi raccolte da Jeanne Heurtault, il desiderio di evadere continua a dominare gli animi delle nuove generazioni

Nel saggio “L’esodo dei giovani senegalesi verso l’Europa. Inchiesta etnografica nella regione dellla Casamance”(L’Harmattan Italia, Torino, settembre 2024), l’antropologa francese Jeanne Heurtault analizza un tema di grande attualità: il desiderio delle nuove generazioni africane di migrare, costi quello che costi, verso un Occidente idealizzato.


Eppure
, le cronache riportano quasi quotidianamente come le ambizioni dei ragazzi si misurino contro ostacoli che finiscono talvolta per segnarne con tragicità il destino. Lo dimostra il naufragio, avvenuto l’8 settembre 2024, di giovani salpati con una piroga dalla cittadina senegalese di Mbour e diretti verso l’arcipelago delle Canarie, naufragati poco dopo la partenza. Imbarcati in oltre 150, su un mezzo non in grado di affrontare l’oceano aperto, solo in 24 sono sfuggiti alla morte, mentre la Marina senegalese ha recuperato sino ad ora 26 corpi. Il drammatico incidente, non è che la punta di un iceberg; in migliaia tentano la sorte, affrontando una delle rotte più pericolose: quella atlantica. Si pensi che, dall’inizio dell’anno, oltre 22.000 migranti sono giunti alle Canarie su piroghe vetuste, mentre è difficile calcolare il numero di chi non c’è l’ha fatta ed èperito fra le onde.

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Per la sua analisi, Jeanne Heurtault ha voluto rivolgersi direttamente ai candidati all’esodo, interrogandoli sul perché siano disposti a correre qualsiasi rischio, pur di concretizzare un progetto concepito in modo vago e a dispetto delle regole. Ha così deciso di soggiornare in un villaggio senegalese, Diobakane, situato nella regione meridionale della Casamance, luogo di partenza per molti. Dai primi anni 2000, i giovani della zona e altri provenienti dal centro del paese o dal vicino Gambia iniziano,da lì, il loro periplo clandestino, via terra o via mare, per arrivare in Europa.

Scrive Jeanne Heurtault: «Perché la conoscenza delle difficoltà connesse all’emigrazione irregolare non dissuade i giovani dalla partenza? Ipotizzo che, a seconda del rapporto che essi hanno con il rischio, questo costituisca un freno o un volano rispetto all’impresa migratoria […]. Il rapporto con il rischio è da loro connesso alla fortuna e alla sfortuna. L’esperienza di alcuni non dissuade gli altri [in quanto considerata come] una situazione eccezionale, peculiare. La questione dell’arrivo viene presa molto più in considerazione delle traversie del viaggio» (p. 71, 73).

Il desiderio di andarsene è spesso giustificato da motivazioni economiche. La mancanza di sbocchi professionali, un sistema scolastico poco adeguato al mercato del lavoro e la ricerca di prestigio sociale da ottenere attraverso il rapido guadagno spingono i ragazzi di Diobakane a guardare al di fuori del loro continente al fine di costruirsi un futuro. Cruciali, nella costruzione delle loro attese, sono i rapporti familiari, dalleprecise gerarchie interne, e il peso delle speranze che gli adulti ripongono sulle nuove generazioni. Spiega Jeanne Heurtault: «I bisogni finanziari dei giovani sono legati ai doveri d’onore nei confronti delle madri e s’inscrivono in una rete di regole costitutive della società mandinga del Senegal» (p. 80).

Fronte a tale pesante quadro, Jeanne Hertault mette in evidenza il lavoro svolto dall’associazione FIER (rinominata “AMDIOBAKA” nel 2017), creata nei dintorni di Diobakane. Questa tenta di offrire opportunità alternative, accogliendo i giovani della regione e degli stati confinanti, a cui propone di emanciparsi attraverso attività da svolgere in loco, quali ad esempio la permacultura e il turismo eco-sostenibile. Eppure, come dimostrano le parole dei ragazzi raccolte da Jeanne Heurtault, il desiderio di evadere continua a dominare gli animi.

Titolo: “L’esodo dei giovani senegalesi verso l’Europa. Inchiesta etnografica nella regione dellla Casamance”

Jeanne Heurtault, “Prefazione” di Abdoulaye Ngom

p. 124, euro 20,00 collana “Africultura”, edizioni L’Harmattan Italia, Torino, settembre 2024

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