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Diritti umani

Senegal, manifestazione a Dakar contro i femminicidi: le attiviste chiedono misure urgenti e il riconoscimento del reato

In Senegal decine di attiviste hanno manifestato a Dakar per chiedere un intervento immediato contro i femminicidi, dopo una nuova serie di omicidi che ha riacceso il dibattito sulla tutela delle donne e delle bambine.

In Senegal cresce la mobilitazione della società civile contro i femminicidi. Domenica 12 luglio, a Dakar, un gruppo di donne e giovani attiviste è sceso in piazza per chiedere al governo interventi concreti dopo una nuova sequenza di omicidi che ha profondamente scosso l’opinione pubblica.

La protesta è arrivata dopo che, tra il 9 e il 10 luglio, una giovane donna e una bambina di appena due anni sono state uccise. Questi casi si aggiungono ad altri sette omicidi di donne registrati dall’inizio del 2026, alimentando la preoccupazione per una violenza che le organizzazioni femministe definiscono ormai strutturale.

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Sebbene la manifestazione abbia riunito meno di venti persone, le attiviste hanno scelto una protesta rumorosa e simbolicamente forte, scandita da slogan come “Basta silenzio” e “La morte non vi appartiene”. L’obiettivo era richiamare l’attenzione delle istituzioni su un fenomeno che, secondo le manifestanti, continua a essere sottovalutato.

Tra le voci della protesta vi è stata quella di Aminata Libain Mbengue, portavoce delle manifestanti, che ha ricordato come il presidente della Repubblica avesse annunciato, nel discorso di fine anno, l’intenzione di adottare misure contro i femminicidi. A distanza di mesi, sostengono le attiviste, quegli impegni non si sarebbero ancora tradotti in provvedimenti concreti.

Le organizzazioni femministe accusano inoltre le autorità di mantenere un atteggiamento troppo silenzioso di fronte ai casi di violenza estrema contro donne e bambine. In particolare, hanno denunciato l’assenza di prese di posizione ufficiali anche dopo il caso della bambina di due anni, la cui morte ha suscitato forte indignazione nel Paese.

Tra le richieste avanzate durante la manifestazione vi sono il riconoscimento del femminicidio come reato specifico all’interno del codice penale senegalese e una risposta istituzionale più rapida e visibile ogni volta che una donna venga uccisa. Secondo le attiviste, lo Stato ha il dovere di garantire una protezione effettiva alle donne e alle ragazze.

La protesta si è conclusa dopo pochi minuti, ma le organizzatrici hanno annunciato l’intenzione di tornare in piazza dopo ogni nuovo femminicidio, fino a quando il governo non adotterà misure ritenute adeguate per contrastare quella che definiscono un’emergenza nazionale.

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