Skip to content
Sviluppo

Senegal, Tivaouane accelera il piano anti-alluvioni: lavori al 23% e pressioni per rispettare i tempi

In Senegal il progetto di drenaggio delle acque piovane a Tivaouane è fermo al 23% e le autorità chiedono un’accelerazione per rispettare i tempi e ridurre il rischio di alluvioni.

A poco più di tre mesi dall’avvio del cantiere, il progetto di drenaggio delle acque piovane nella città di Tivaouane, in Senegal, registra un avanzamento pari al 23%. Un dato che, pur segnalando progressi concreti sul terreno, solleva interrogativi sulla capacità di rispettare le scadenze previste. Il cronoprogramma, infatti, fissa la conclusione dei lavori al 23 luglio 2026, dopo otto mesi complessivi di intervento.

Finanziato interamente dallo Stato senegalese con un investimento di 7,746 miliardi di franchi CFA, il progetto rappresenta uno degli interventi infrastrutturali più rilevanti per la gestione del rischio idraulico nella regione. L’obiettivo è ambizioso: realizzare 13,4 chilometri di canali in cemento armato e opere accessorie per ridurre in modo strutturale il fenomeno delle inondazioni urbane, migliorando le condizioni di vita di circa 86.000 abitanti.

Annunci

I lavori interessano numerosi quartieri, tra cui Keur Khaly, Fogny, HLM, Goumoune, Baïty e Médine, e risultano suddivisi in due lotti principali, a nord e a sud della città. Diverse centinaia di metri di canali sono già stati costruiti, ma il comitato di monitoraggio ha invitato l’impresa esecutrice a rafforzare la presenza operativa nei dodici cantieri attivi, per aumentare il ritmo di avanzamento.

Nel corso dell’ultima riunione di coordinamento, presieduta dal prefetto Mamadou Guèye, è emersa con chiarezza la necessità di migliorare la governance del progetto. Le criticità riguardano non solo la velocità di esecuzione, ma anche il coordinamento tra attori istituzionali e tecnici. Il responsabile del progetto per conto dell’ONAS, Pape Malick Diagne, ha sottolineato l’urgenza di completare la pianificazione urbanistica nella zona di Goumoune e di procedere con la deviazione dell’esutoire sud, interventi considerati essenziali per l’efficacia complessiva del sistema di drenaggio.

Sul piano amministrativo e politico, il sindaco Chérif Lo ha assicurato l’impegno del comune nella sistemazione delle vie interessate dai lavori, attraverso la copertura in laterite, mentre il rappresentante del Khalife, Elhadji Malick Sarr, ha espresso preoccupazione per l’assenza visibile di un ufficio di controllo sul campo, elemento ritenuto fondamentale per garantire trasparenza e supervisione.

Ulteriori rilievi sono arrivati dalla società civile. Abdou Aziz Guèye, ingegnere in pensione, ha denunciato una carenza di coordinamento tra i diversi progetti infrastrutturali attivi nel dipartimento, proponendo l’istituzione di un’unità di regia sotto l’autorità prefettizia. Abdou Aziz Diop, del Forum civil, ha invece evidenziato uno scarto tra l’avanzamento fisico dei lavori (23%) e quello finanziario (20%), chiedendo un monitoraggio più rigoroso, soprattutto in vista del Gamou, uno degli eventi religiosi più importanti della città.

Non meno rilevanti le criticità tecniche segnalate dalle aziende di servizi Senelec e Sen’Eau, che hanno denunciato danni ripetuti alle proprie infrastrutture causati dai lavori. Una situazione che richiama la necessità di una pianificazione più integrata e di una comunicazione preventiva più efficace tra le parti coinvolte.

Dal canto suo, il consigliere tecnico del ministero dell’Idraulica e dell’Assainissement, Lamine Diouck, ha rassicurato sull’esistenza di due organismi di controllo – uno ministeriale e uno interno all’ONAS – annunciando al contempo l’imminente lancio di un piano di comunicazione per migliorare il coinvolgimento della popolazione.

Nel frattempo, per consentire lo svolgimento della Ziarra generale, il comitato ha approvato la sospensione temporanea dei lavori nel centro cittadino tra il 10 e il 13 aprile, a dimostrazione della necessità di conciliare le esigenze infrastrutturali con il calendario religioso locale.

In chiusura, il prefetto Guèye ha ribadito che l’obiettivo di “zero incidenti” resta raggiungibile, ma solo a condizione di rafforzare la concertazione tra tutti gli attori. Una sfida che, in un contesto urbano vulnerabile agli eventi climatici estremi, assume una valenza strategica non solo tecnica, ma anche sociale e politica.

Annunci
alluvionidrenaggiogovernanceinfrastrutturelavori pubbliciONASrischio idraulicoSenegalTivaouaneurbanizzazione
Leggi anche
Torna su
No results found...