Il Senegal stringe i tempi nella propria strategia di contrasto alla corruzione. L’Office national de lutte contre la fraude et la corruption (OFNAC) ha lanciato un ultimatum rivolto a tutti i funzionari e rappresentanti pubblici che, per legge, sono tenuti a dichiarare il proprio patrimonio: entro il 31 luglio dovranno regolarizzare la propria posizione, altrimenti saranno applicate le misure previste dalla normativa.
L’obbligo riguarda 1.594 persone, tra cui ministri, dirigenti di aziende pubbliche, sindaci, magistrati del pubblico ministero e giudici istruttori. Tuttavia, secondo i dati diffusi dall’OFNAC, fino allo scorso mese di maggio erano state presentate soltanto 558 dichiarazioni, pari a circa un terzo del totale previsto.
Il termine originario era stato fissato al 31 gennaio, ma le autorità hanno deciso di concedere una proroga di sei mesi per favorire l’adempimento. Questa estensione, precisano però dall’agenzia anticorruzione, rappresenta l’ultima possibilità concessa agli interessati.
Una volta scaduto il termine, l’OFNAC pubblicherà l’elenco dei soggetti inadempienti attraverso una sezione dedicata del proprio sito internet. La pagina destinata agli “assujettis défaillants”, cioè alle persone obbligate che non hanno rispettato la legge, è già stata predisposta, anche se per il momento non contiene alcun nominativo.
Alla pubblicazione dei nomi potranno aggiungersi conseguenze economiche e istituzionali. Per i dipendenti pubblici la legge prevede una trattenuta fino a un quarto dello stipendio mensile, mentre per gli eletti e i membri del governo il mancato adempimento può arrivare a comportare la revoca dell’incarico.
L’iniziativa si inserisce in un più ampio rafforzamento delle politiche di trasparenza avviato negli ultimi mesi. Dall’agosto scorso il numero delle persone soggette all’obbligo di dichiarazione è stato ampliato e, parallelamente, è stata abbassata da un miliardo a 500 milioni di franchi CFA la soglia dei bilanci pubblici amministrati oltre la quale scatta l’obbligo di dichiarazione patrimoniale. Una modifica che estende il controllo a un numero maggiore di responsabili della gestione delle risorse pubbliche.
Con questo richiamo formale, le autorità senegalesi intendono rafforzare la cultura della trasparenza e della responsabilità nella pubblica amministrazione, facendo della dichiarazione patrimoniale uno degli strumenti centrali per prevenire conflitti di interesse, arricchimento illecito e fenomeni corruttivi.


