Il 6 marzo 2024 il parlamento senegalese approvò la legge di amnistia per le forze di sicurezza, destinata a riguardare i reati connessi a “manifestazioni o iniziative politicamente motivate” nel periodo tra il 1° febbraio 2021 e il 25 febbraio 2024.
Durante quel periodo le forze di sicurezza uccisero almeno 65 persone, la maggior parte delle quali mediante armi da fuoco, e ne ferirono almeno 1000. Gli arresti furono oltre 2000, tra i quali quello del leader dell’opposizione Ousmane Sonko.
La legge di amnistia si è rivelata, dopo un anno, un ostacolo per l’accertamento delle responsabilità e per l’ottenimento di verità e giustizia. Il nuovo governo senegalese uscito dalle elezioni del 187 novembre 2024 si è impegnato a farlo e Amnesty International l’ha richiamato a mantenere la promessa.
Il sostegno economico in favore di alcune delle vittime di arresti arbitrari e di famiglie delle persone uccise durante le proteste è un primo passo, ma insufficiente e soprattutto non costituisce la garanzia che un uso così clamorosamente illegale della forza non possa ripetersi.
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