In Sierra Leone, il Tacugama Chimpanzee Sanctuary, il più grande rifugio per scimpanzé dell’Africa occidentale, ha chiuso le sue porte ai visitatori da oltre due mesi in segno di protesta contro la crescente deforestazione. La decisione è stata presa dal fondatore Bala Amarasekaran, che denuncia l’inerzia del governo di fronte al continuo disboscamento illegale e agli espropri di terra che minacciano direttamente il rifugio, situato nella Penisola dell’Area Occidentale vicino alla capitale Freetown.
Fondato trent’anni fa, il santuario ospita oltre cento scimpanzé, molti dei quali orfani, e rappresenta un simbolo di conservazione in un Paese devastato in passato da guerra civile ed epidemie. Negli ultimi vent’anni, la Sierra Leone ha perso circa il 39% della sua copertura forestale, con oltre 2,17 milioni di ettari scomparsi, secondo i dati di Global Forest Watch.
More than 100 rescued chimpanzees now call the Tacugama Chimpanzee Sanctuary home. But it all began with a $20 rescue and an unexpected bond.
In 1988, Bala Amarasekaran came across a malnourished baby chimp tied to a tree in a remote Sierra Leonean village. What started as a… pic.twitter.com/UDYWZ03uoD
— Global South World (@g_s_world) August 1, 2025
L’area circostante al santuario ha visto uno dei peggiori disastri ambientali del Paese nel 2017, quando una frana sul Monte Sugar Loaf, aggravata proprio dalla deforestazione, causò circa mille vittime. Il governo del presidente Julius Maada Bio ha lanciato alcune operazioni contro il disboscamento illegale, ma Amarasekaran lamenta una mancanza di azioni efficaci e continuative.
Il ministro dell’Informazione, Chernor Bah, ha riconosciuto la gravità della situazione definendola “un problema esistenziale” e ha espresso comprensione per la scelta del santuario, pur rammaricandosi della chiusura. Intanto, il rifugio resta simbolicamente chiuso, a testimonianza della fragilità di un ecosistema sempre più sotto pressione.


