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Emergenze

Somalia, emergenza malnutrizione: nel Mudug strage di bambini

I piccoli arrivano in ospedale troppo tardi. Appello Ong: bisogna ripristinare e ampliare i servizi a livello di assistenza sanitaria primaria

In Somalia i  bambini malnutriti arrivano in ospedale quando ormai è tardi.
Nella regione del Mudug, nella Somalia centrale, a causa della chiusura di servizi sanitari e nutrizionali nella regione, arrivano già in condizioni critiche, dopo che le famiglie hanno cercato cure più vicino a casa senza trovare farmaci, latte terapeutico o un trattamento adeguato.
Non arrivano tardi perché le famiglie hanno aspettato. Arrivano tardi perché più vicino a casa non è rimasto nulla. Un reparto ospedaliero è l’ultimo anello di una catena: non può sostituire tutto il resto, e per di più è già pieno.

Tra gennaio e luglio, MSF ha ricoverato 1.389 bambini con malnutrizione acuta e complicanze mediche, di cui 809 con malnutrizione grave. Tra maggio e luglio, 1.322 bambini sono stati inseriti nei programmi ambulatoriali per la malnutrizione, rispetto ai 788 dello stesso periodo del 2025, con un aumento di quasi il 60%.

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La maggior parte delle persone che si prendono cura di questi bambini aveva già cercato assistenza altrove. In una sola settimana di giugno, 10 degli 11 bambini appena ricoverati avevano già ricevuto cure in una struttura sanitaria più vicina a casa. Gli adulti di riferimento li hanno poi portati all’ospedale supportato da MSF perché non erano disponibili farmaci o latte terapeutico, oppure perché le condizioni del bambino non miglioravano.

 

Sabrin Ahmed ha viaggiato per 12 ore in auto da Abudwak, a circa 270 chilometri di distanza, dopo che un medico dell’ospedale locale le aveva detto di non poter curare il figlio di 11 mesi e dopo aver scoperto che in città non era più disponibile il latte terapeutico di cui aveva bisogno.

Il piano di risposta umanitaria per la Somalia è stato ridotto a 852 milioni di dollari per il 2026 e, a luglio, risultava finanziato per meno di un terzo, secondo l’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA). Nel frattempo, il World Food Programme ha ridotto l’assistenza alimentare di emergenza da oltre 2 milioni di persone a poco più di 600.000. Nel Puntland, uno degli stati federali della Somalia che comprende la parte settentrionale della regione del Mudug, più di 70 strutture sanitarie hanno chiuso. Nel corso del 2026, inoltre, le precipitazioni sono state nettamente inferiori alla media in tutta la regione e molte famiglie di pastori si sono spostate alla ricerca di acqua e pascoli, allontanandosi ulteriormente dalle strutture sanitarie ancora operative.

Per poter rispondere efficacemente Medici senza frontiere e altre organizzazioni non governative chiedono a donatori, agenzie delle Nazioni Unite e autorità sanitarie di ripristinare e ampliare i servizi per la malnutrizione a livello di assistenza sanitaria primaria in tutto il Mudug. Questo significa garantire trattamenti ambulatoriali e ospedalieri per la malnutrizione acuta vicino ai luoghi in cui vivono le famiglie, oltre a forniture continue di alimenti terapeutici pronti all’uso e farmaci essenziali. Trattare precocemente la malnutrizione acuta, all’interno del proprio distretto, può evitare che le condizioni dei bambini peggiorino fino a richiedere un ricovero ospedaliero.

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