Un nuovo attacco terroristico ha avuto luogo sabato 4 ottobre a Mogadiscio, in Somalia. I miliziani di Al Shabaab hanno attaccato la prigione di massima sicurezza di Godka Jilacow, nel cuore della capitale. La prigione è gestita dall’Agenzia nazionale dell’intelligence e della sicurezza, la cui sede si trova a pochi passi di distanza.
Scambi intensi di raffiche di mitra, esplosioni, il sabato mattina di Mogadiscio è stato caratterizzato dall’ennesimo attacco dei miliziani appartenenti ad Al Shabaab, che hanno attaccato il carcere nel pieno centro della città, nel distretto di Bondhere.

L’attacco è avvenuto poche ore dopo che il governo aveva dato ordine di rimuovere i blocchi stradali in vigore da almeno una decade nella capitale. Le barriere erano state installate anni fa per proteggere i siti governativi critici; installazioni che avevano succitato molte critiche tra i residenti che vedevano nei blocchi un ostacolo al traffico ed al commercio.
Il carcere di Godka Jilacow, obiettivo dei terroristi – che poche ore dopo hanno rivendicato l’attacco – oltre a detenere decine di miliziani appartenente alla costola di Al Qaeda, serve anche come sede dell’unità di intelligence regionale.
In un video condiviso dal dott. Abdulkhadir Adan, presidente della rete di ambulanze Aamin, si vede la forte esplosione, una colonna nera di fumo alzarsi nel cielo e decine di civili fuggire dal luogo della deflagrazione.
I miliziani hanno affermato di aver liberato decine di loro affiliati; si sono fatti strada con un veicolo delle forze di difesa, ingannando la sicurezza, portando poi a termine l’azione a suon di raffiche di mitra.
Le forze di sicurezza somale affermano invece di aver eliminato numerosi attaccanti, respingendo l’assalto. In una dichiarazione rilasciata alla televisione di stato, il governo ha detto che i combattenti di Al Shabaab hanno usato un’auto camuffata da veicolo delle forze di sicurezza per farsi strada. “Alcuni dei combattenti sono stati abbattuti a colpi di arma da fuoco. Quello che sta succedendo è l’ultima operazione per eliminare i combattenti che hanno attaccato il posto“, si legge nella dichiarazione. Non un parola sul numero delle vittime.

Lo stesso carcere è stato attaccato nel 2014, quando i miliziani fecero esplodere un veicolo bomba, assaltando poi il complesso nel tentativo di liberare loro affiliati. Anche allora la sicurezza ammise di aver respinto l’incursione, ma furono decine le persone rimaste uccise negli scontri.

Sul posto sono giunte numerose ambulanze, decine di veicoli delle forze di sicurezza, ma al momento non abbiamo potuto accertare il numero delle vittime.
Un ritorno alla violenza per Mogadiscio, negli ultimi mesi infatti la capitali somala aveva vissuto un momento di relativa calma. Le forze di intelligence e sicurezza infatti, aveva lavorato duramente per espellere le formazioni appartenenti da Al Shabaab dal centro e dal sud del paese.
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