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Conflitti

Sud Sudan, escalation di violenze e attacchi contro strutture sanitarie

Attaccato il 3 febbraio, durante la notte, l’ospedale di Lankien supportato da MSF nello stato di Jonglei

Il Sud Sudan sta vivendo una delle sue fasi più critiche di conflitto e instabilità, con un’escalation di violenze che mette a dura prova le già fragile situazione umanitaria del Paese. Recentemente, segnali allarmanti di un ulteriore deterioramento sono giunti dall’area di Jonglei, dove si sono verificati nuovi attacchi contro strutture sanitarie gestite da Medici Senza Frontiere (MSF), agenzie umanitarie fondamentali in queste zone di conflitto.

Il 3 febbraio 2026, durante la notte, l’ospedale di Lankien, nello stato di Jonglei, è stato colpito da un attacco aereo delle forze governative sudsudanesi. Un membro dello staff di MSF ha riportato ferite lievi, mentre il principale deposito dell’ospedale è stato distrutto, causando la perdita di gran parte delle forniture mediche essenziali. La distruzione delle risorse ha compromesso gravemente la capacità di assistenza sanitaria per le circa 250.000 persone che si affidano a questo presidio per cure di emergenza e trattamento di malattie di base. FOTO dell’evento mostrano i danni ingenti alle strutture.

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Poco dopo, nel pomeriggio dello stesso giorno, un’altra struttura sanitaria di MSF a Pieri, sempre nello stesso stato di Jonglei, è stata saccheggiata da aggressori non identificati. Questa ondata di violenza si è conclusa con la fuga di tutto lo staff e delle comunità locali, lasciando queste zone ancora più isolate e vulnerabili. Le autorità umanitarie stanno cercando di ristabilire i contatti con i collaboratori di MSF e le comunità coinvolte, ma al momento il loro destino e la loro posizione sono sconosciuti.

Prima dell’attacco, il personale di MSF aveva evacuato l’ospedale di Lankien ed era riuscito a dimettere i pazienti in anticipo, dopo aver ricevuto segnali e segnali di un possibile attacco contro la città. “Avevamo condiviso le coordinate GPS di tutte le nostre strutture con il governo e le altre parti in conflitto, ricevendo conferme sulla ricezione di queste informazioni”, afferma Gul Badshah, responsabile delle operazioni MSF per il Sud Sudan. “Le forze armate del governo sono l’unica parte armata nel paese che dispone di capacità di attacco aereo. Quindi, crediamo che siano state loro le responsabili di questi attacchi”.

Il centro sanitario di Pieri era stato saccheggiato poche ore prima del bombardamento di Lankien, rendendo inutilizzabile ogni risorsa sanitaria per la comunità locale. Questa sequenza di eventi non solo privano le popolazioni di assistenza medica, ma aumentano anche il rischio di crisi umanitarie di enorme portata. Attualmente, MSF è l’unico fornitore di servizi sanitari nelle aree di Jonglei coinvolte, e questi attacchi minacciano di sospendere completamente l’assistenza sanitaria, lasciando migliaia di persone senza cure essenziali.

“Prenderemo tutte le decisioni necessarie per proteggere la sicurezza del nostro personale e delle strutture sanitarie in Sud Sudan”, dichiara Badshah. “Pur essendo consapevoli delle enormi necessità di questa popolazione, è inaccettabile essere bersaglio di attacchi così violenti. MSF ha una presenza storica di oltre 43 anni in questa regione, durante i quali abbiamo curato milioni di pazienti. Non possiamo permettere che questa difficile situazione ostacoli anche il nostro impegno umanitario”.

La crescente frequenza di attacchi contro strutture e personale sanitario nel Sud Sudan rappresenta un grave ostacolo agli sforzi di stabilizzare e rafforzare l’assistenza umanitaria nel Paese. La comunità internazionale e le parti coinvolte devono agire con urgenza per garantire la protezione degli operatori umanitari, il rispetto dei diritti umani e una soluzione definitiva al conflitto che affligge questa ex repubblica.

Il Sud Sudan, già segnato da anni di guerra civile e crimini contro l’umanità, si trova oggi di fronte a un’altra fase di crisi, in cui il rischio di calamità umanitarie aumenta di giorno in giorno. La comunità internazionale è chiamata a intensificare gli sforzi per fermare questa spirale di violenza e per ristabilire un cammino di pace e stabilità durature.

Credits foto MSF

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