Il 21 settembre il presidente sudsudanese Salva Kiir Mayardit ha firmato un emendamento alla Legge sulle elezioni nazionali grazie al quale ha sciolto il governo di transizione e si è riservato tutti i poteri previsti dalla Costituzione per la durata della campagna elettorale.
Le elezioni si svolgeranno, salvo sorprese, il 22 dicembre. Un mese la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani in Sud Sudan aveva lanciato l’allarme: tenere elezioni in assenza di adeguate garanzie potrebbe innescare la ripresa del conflitto e un nuovo ciclo di gravi crimini.
Già a luglio il presidente Salva Kiir Mayardit aveva firmato una serie di emendamenti all’accordo di pace del 2018 annullando una serie di “precondizioni” elettorali: ad esempio, un censimento nazionale e l’adozione di una costituzione permanente. Il tutto si farà dopo le elezioni.
Amnesty International, parlando di un appuntamento potenzialmente storico, ha sollecitato però le autorità sudsudanesi a garantire il rispetto dei diritti umani e un ambiente nel quale le persone possano candidarsi e votare senza ostacoli, discriminazioni e repressione.


