Per decenni il platino è stato associato soprattutto all’industria automobilistica, dove i metalli del gruppo del platino (PGM) sono impiegati nei catalizzatori per ridurre le emissioni dei motori a combustione. L’accelerazione della mobilità elettrica aveva però aperto interrogativi sul futuro di questo settore estrattivo, spingendo le principali compagnie minerarie a cercare nuovi sbocchi industriali.
Ora un protagonista inatteso sembra cambiare nuovamente lo scenario: l’intelligenza artificiale.
Il gruppo sudafricano Valterra Platinum, primo produttore mondiale di platino per valore, ha annunciato risultati finanziari particolarmente positivi nel primo semestre del 2026. L’utile per azione è aumentato di diciassette volte rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sostenuto soprattutto da un forte incremento dei prezzi dei metalli e da un aumento dei volumi di vendita.
Secondo l’amministratore delegato Craig Miller, la crescita dell’intelligenza artificiale rappresenta una nuova e promettente fonte di domanda per i metalli del gruppo del platino. La rapida espansione dei data center, indispensabili per addestrare e far funzionare i modelli di IA, richiede infatti componenti elettronici e tecnologie nelle quali questi metalli possono trovare applicazioni grazie alle loro particolari proprietà elettriche, termiche e catalitiche.
L’azienda stima che già oggi le applicazioni legate all’intelligenza artificiale assorbano tra 200.000 e 400.000 once di PGM all’anno. Secondo le previsioni del gruppo, questa domanda potrebbe aumentare fino a cinque volte entro il 2030.
Le prospettive non riguardano soltanto l’IA. Valterra individua ulteriori possibilità di crescita nello sviluppo dell’economia dell’idrogeno, nella gioielleria e in nuove applicazioni industriali. Inoltre, una parte dell’oro oggi utilizzato in alcuni processi elettronici potrebbe essere sostituita dai metalli del gruppo del platino, creando un’ulteriore domanda potenziale.
Questa trasformazione assume particolare rilievo anche per il mercato globale. La produzione mondiale di platino è infatti prevista inferiore alla domanda per il quarto anno consecutivo, una situazione che contribuisce a sostenere i prezzi del metallo e la redditività delle imprese minerarie.
Il caso di Valterra mostra così come la transizione tecnologica produca effetti economici spesso inattesi. Se negli ultimi anni la diffusione dei veicoli elettrici sembrava rappresentare una minaccia per il comparto del platino, la rivoluzione dell’intelligenza artificiale potrebbe invece inaugurare una nuova fase di crescita, ridefinendo il ruolo strategico di una materia prima tradizionalmente legata all’industria automobilistica.


