Skip to content
Migrazioni

Sudafrica, oltre 2.700 rimpatri in una settimana mentre crescono le tensioni contro gli immigrati

In Sudafrica il governo ha annunciato il rimpatrio di 2.745 stranieri in una sola settimana, mentre crescono le tensioni legate all’immigrazione irregolare e si moltiplicano episodi di violenza contro cittadini stranieri.

Il governo del Sudafrica ha annunciato di aver rimpatriato 2.745 cittadini stranieri nell’arco di una sola settimana, in seguito all’inasprimento delle misure contro l’immigrazione irregolare promesso dal presidente Cyril Ramaphosa. L’annuncio arriva in un clima sempre più teso, segnato da proteste, campagne contro la presenza di migranti senza documenti e crescenti episodi di xenofobia in diverse aree del Paese.

Secondo il Ministero dell’Interno, la maggior parte delle persone rimpatriate si trovava nel Paese in condizioni considerate irregolari. La decisione si inserisce in una più ampia strategia governativa volta a rafforzare il controllo delle frontiere e a rispondere alle richieste di una parte dell’opinione pubblica che attribuisce all’immigrazione una quota delle difficoltà economiche e sociali del Paese.

Annunci

Negli ultimi mesi il Sudafrica è stato teatro di manifestazioni e azioni contro gli stranieri. In diverse città si sono verificati saccheggi di attività commerciali, aggressioni e intimidazioni rivolte soprattutto a cittadini provenienti da altri Paesi africani. Le tensioni hanno spinto numerosi migranti originari di Nigeria, Malawi, Ghana, Zimbabwe e Mozambico ad aderire a programmi di rimpatrio volontario organizzati con il sostegno dei rispettivi governi.

La situazione appare particolarmente delicata in vista della scadenza del 30 giugno, data indicata da alcuni gruppi di protesta come termine entro il quale gli immigrati irregolari dovrebbero lasciare il Paese. Le autorità temono che le mobilitazioni possano degenerare in ulteriori episodi di violenza.

Secondo informazioni diffuse dal comitato interministeriale sulla migrazione, almeno due cittadini mozambicani sarebbero già stati uccisi nelle recenti tensioni. A Durban, inoltre, migliaia di cittadini malawiani si sono raccolti in un campo temporaneo per sottrarsi alle violenze e attendere il rientro nel proprio Paese.

Il governo ha cercato di rassicurare la popolazione, sottolineando di avere il controllo della situazione. La ministra della Giustizia Mmamoloko Kubayi ha illustrato le misure adottate per contrastare l’immigrazione irregolare, tra cui l’impiego di droni, telecamere termiche e nuove tecnologie di sorveglianza alle frontiere. È stata inoltre avviata una campagna contro la corruzione negli apparati di controllo, considerata uno dei fattori che facilitano gli ingressi illegali.

Parallelamente, l’esecutivo ha ribadito che il contrasto all’immigrazione clandestina deve avvenire nel rispetto della legge. Le autorità hanno infatti condannato le iniziative di alcuni cittadini che hanno organizzato controlli d’identità autonomi o altre forme di vigilanza informale, ricordando che tali pratiche sono illegali e rischiano di alimentare ulteriormente il clima di tensione.

La vicenda evidenzia ancora una volta uno dei grandi paradossi del continente africano contemporaneo: mentre milioni di persone si spostano alla ricerca di sicurezza, lavoro e opportunità all’interno dello stesso continente, gli Stati si trovano a confrontarsi con pressioni sociali, economiche e politiche che trasformano la questione migratoria in uno dei temi più sensibili del dibattito pubblico.

Annunci
Cyril RamaphosadurbanfrontiereimmigrazioneMalawimozambicoNigeriarimpatriSudafricaxenofobia
Leggi anche
Torna su
No results found...