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Sudafrica, operazione di salvataggio per gli albatros: topi predatori verranno eradicati dall’isola Marion

Nell'isola sudafricana di Marion, un progetto senza precedenti punta a salvare gli albatros sterminando i topi introdotti dall'uomo che ne divorano vivi i pulcini.

Sull’isola Marion, territorio sudafricano situato nell’Oceano Indiano meridionale, è in corso una vera e propria emergenza ecologica causata da un’invasione di topi introdotti accidentalmente dall’uomo nel XIX secolo. Questi roditori, giunti con le navi dei marinai, hanno trovato nell’ambiente isolano un habitat favorevole alla riproduzione, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici che hanno reso il clima più caldo e secco. Col tempo, la popolazione di topi è aumentata a dismisura, portando a una situazione drammatica per l’avifauna locale. In particolare, sono state documentate numerose scene di topi che aggrediscono e divorano vivi i pulcini degli albatros, una specie già minacciata.

L’isola Marion e la vicina isola Prince Edward ospitano circa il 50% della popolazione mondiale di albatros erranti in fase riproduttiva. Ma 19 delle 29 specie di uccelli che nidificano su queste isole sono oggi a rischio di estinzione proprio a causa della predazione dei topi.

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Un primo tentativo fallito di contenere la popolazione di roditori fu fatto nel 1949, quando vennero introdotti cinque gatti. Tuttavia, anziché predare i topi, i felini finirono per attaccare gli uccelli, aggravando ulteriormente il problema. I gatti furono eradicati soltanto nel 1991. Da allora, il problema dei topi è rimasto irrisolto e si è persino intensificato.

Per far fronte alla crisi, è stato avviato il progetto Mouse-Free Marion (MFM), una collaborazione tra BirdLife South Africa e il governo sudafricano. Il progetto punta a realizzare la più grande operazione di eradicazione di topi al mondo. Il piano prevede tre fasi principali: una prima distribuzione di esche tossiche su una piccola porzione dell’isola, seguita da una più ampia operazione di spargimento di esche tramite elicotteri nell’aprile del 2026, e infine, entro l’inverno del 2028, la copertura completa dell’isola grazie all’impiego simultaneo di cinque o sei elicotteri.

L’intervento si ispira a metodi già sperimentati con successo in Nuova Zelanda (isola Macquarie) e in Georgia del Sud, e mira a rimediare a un danno ambientale causato in origine proprio dall’intervento umano. A rendere ancora più urgente la situazione è l’annuncio recente della presenza dell’influenza aviaria sull’isola, per la prima volta nella sua storia.

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