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Economia

Sudafrica, via libera ai nuovi data center Equinix tra sviluppo digitale e timori ambientali

In Sudafrica le autorità municipali di Città del Capo hanno approvato il progetto di Equinix per la costruzione di due grandi data center, nonostante le contestazioni di associazioni ambientaliste e civiche sui possibili impatti in termini di consumo di energia, acqua e risorse.

Le autorità municipali di Città del Capo hanno approvato il progetto della multinazionale statunitense Equinix per la realizzazione di due nuovi data center nell’area industriale di King Air Industria, segnando un passaggio importante nello sviluppo delle infrastrutture digitali del Sudafrica e, più in generale, del continente africano.

L’iniziativa risponde a una domanda crescente di capacità di elaborazione e archiviazione dei dati, alimentata dall’espansione dei servizi digitali, del cloud computing e dell’intelligenza artificiale. Secondo le stime, i due impianti richiederanno una potenza elettrica complessiva di circa 170 megawatt, una capacità che li renderebbe tra i più grandi progetti di questo tipo mai proposti nel Paese.

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L’approvazione, tuttavia, è arrivata al termine di un acceso confronto. Il movimento sudafricano Housing Assembly e l’organizzazione britannica Foxglove, assistiti dal Legal Resources Centre, avevano contestato il progetto sostenendo che non fossero state rese pubbliche informazioni sufficienti sull’impatto ambientale dell’infrastruttura, in particolare riguardo ai consumi di acqua, alla richiesta di energia elettrica e alle possibili conseguenze per il territorio.

Gli attivisti accusano le grandi aziende tecnologiche di presentare progetti con un livello di trasparenza insufficiente, lasciando alle comunità locali il peso delle conseguenze ambientali e infrastrutturali. Le organizzazioni coinvolte stanno ora valutando un possibile ricorso contro la decisione del tribunale amministrativo.

Da parte sua, Equinix ha confermato di aver acquistato il terreno destinato all’intervento, precisando però di non aver ancora presentato il piano di sviluppo dettagliato del sito, documento che definirà concretamente la configurazione e il funzionamento delle future strutture. L’azienda ha inoltre assicurato che, qualora decidesse di procedere con la costruzione, condividerà tutte le informazioni necessarie con istituzioni e soggetti interessati, dichiarando l’intenzione di mantenere un dialogo con le autorità locali e con le comunità coinvolte.

Il caso riflette un dibattito sempre più diffuso a livello internazionale. I data center rappresentano infatti un’infrastruttura indispensabile per l’economia digitale contemporanea, ma richiedono grandi quantità di energia elettrica e, in molti casi, notevoli risorse idriche per il raffreddamento dei sistemi. Per questo motivo la loro diffusione pone interrogativi sempre più rilevanti sul rapporto tra innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e partecipazione delle comunità locali ai processi decisionali.

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