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Speciale Sudan

Sudan. Droni sull’aeroporto, l’esercito accusa l’Etiopia: ” Pronti a reagire”

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Nella giornata di ieri alcuni droni si sono abbattuti sull’aeroporto di Khartoum, provocando lo stop ai voli e l’evacuazione dello scalo.

Sudan. Nelle ore successive agli attacchi, fonti militari hanno fatto trapelare che i droni a guida RSF sarebbero partiti da una base militare etiope per schiantarsi sull’aeroporto, interrompendo di fatto mesi di relativa calma.

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Le forze armate sudanesi diversamente dalle volte scorse accusano direttamente Emirati Arabi Uniti e l’Etiopia non solo di aver armato le RSF, ma di essere gli esecutori dell’attacco. Gli attacchi, lanciati dalla giornata di venerdì scorso hanno preso di mira installazioni militari ma anche aree civili, tra le quali la base del Corpo delle Trasmissioni e il centro di addestramento di Al-Markhiyat.

Tra le analisi OSINT più accurate, quelle dell’analista Sky Monitor: il suo monitoraggio di allerta negli aeroporti di Bahir Dar ed Asosa in Etiopia e quello degli spostamenti logistici dagli UAE verso l’Etiopia sono una risorsa fondamentale per monitorare cosa accade sul campo e dare una forma a quello che apparentemente potrebbe non aver nessun collegamento.

Il portavoce dell’esercito, il Generale Asim Awad Abdelwahab ha dichiarato che il governo possiede prove inconfutabili che gli attacchi siano partiti dall’aeroporto di Bahir Dar, in Etiopia e che gli esecutori formali debbano ritenersi gli Emirati Arabi Uniti.

Ciò che l’Etiopia e gli Emirati Arabi Uniti hanno fatto è un’aggressione diretta contro il paese e il Sudan, su questo, non resterà in silenzio” ha affermato Abdelwahab.

Secondo l’analisi delle forze armate sudanesi infatti, il drone sarebbe di fabbricazione turca, sarebbe stato fornito agli UAE e successivamente trasferito in Etiopia presso l’Aeroporto di Bahir Dar.

Al momento non si registrerebbero feriti e anche il Ministero dell’Informazione sudanese ha dichiarato che non vi sarebbero vittime a seguito degli attacchi, ma solo danni non ingenti all’aeroporto, che nelle ore successive è tornato operativo dopo le operazioni di ripristino e la messa in sicurezza.

Abbiamo già parlato di come i droni abbiano cambiato la guerra in Sudan e siano diventati uno degli strumenti principali del conflitto. Nei giorni scorsi anche la città gemella di Khartoum, Omdurman, è stata colpita da attacchi di droni, e stessa sorte è toccata alle città di El Obeid e Kenana.

Nella conferenza stampa congiunta tenutasi all’alba di stamane, Il Ministro degli Affari Esteri sudanese, quello della cooperazione internazionale, il Ministro della Cultura e il portavoce delle Forze Armate hanno dichiarato che il governo, il popolo e le forze armate sudanesi hanno il diritto di rispondere all’attacco nel momento e nel luogo che riterranno più opportuni, paventando uno scontro diretto con la vicina Etiopia.

Il Ministro degli Esteri Sudanese, intervenendo alla conferenza stampa, ha annunciato l’immediato richiamo dell’ambasciatore sudanese in Etiopia per consultazioni e che tutte le prove raccolte sul coinvolgimento etiope nel conflitto sudanese saranno allegate ad un fascicolo presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Il popolo etiope è un popolo fraterno, con profondi legami con il popolo sudanese e durante il conflitto nel nord del paese abbiamo offerto accoglienza e buona volontà all’Etiopia. Non ci sembra che il governo etiope stia ricambiando tanta buona volontà e fraternità” ha affermato.

Il paese è pronto ad impegnarsi in uno scontro diretto con l’Etiopia” – ha aggiunto.

 

 

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