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Speciale Sudan

Sudan, epidemia di colera nel Kordofan

Sudan

Non basta la guerra, non gli sfollamenti, le violenze, i morti che hanno fatto del Sudan la più grave crisi a livello mondiale. Il governo sudanese ha dichiarato un'epidemia di colera nello stato del Kordofan occidentale.

I casi di colera sono in aumento negli stati del Nord e dell’Ovest del Sudan, ha detto martedì il ministero della salute, mentre Medici Senza Frontiere ha lanciato un piano di emergenza per contenere la malattia nel sud del Darfur.

Il ministero della salute sudanese nel solo mese di giugno ha riportato 991 casi di colera, tra cui 127 decessi, nel Kordofan.  Da allora l’epidemia si è diffusa dall’epicentro Al-Mazroub nel Bara occidentale, scatenando forti timori che potesse raggiungere la città strategica di El Obeid.

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Il tasso di infezione da colera è aumentato nel Kordofan occidentale e nel Bara occidentale, con 55 pazienti attualmente ricoverati in un centro di isolamento, ha detto il ministero in una dichiarazione.

MSF ha confermato di aver schierato un team per le emergenze nell’area; una valutazione sul campo ha costretto l’organizzazione a ulteriori sforzi per sostenere l’unità locale nel trattamento del colera, fornendo supporto alla gestione dei casi, formando medici e popolazione a contenere il contagio, fornendo dispositivi e farmaci essenziali, incentivando il personale sul campo.

Non è solo il colera il problema, sebbene sia la priorità in campo sanitario. Focolai concomitanti di morbillo e febbre degne stanno mettendo a dura prova i sanitari. 20000 bambini sono a rischio, anche se a detta dell’organizzazione i casi di dengue stanno diminuendo. Negli stati del fiume Nilo, Kassala, settentrionale, Khartoum, Gezira e Gedaref, su 95 casi, non è stato registrato nessun decesso e i casi di meningite sono scesi a tre infezioni in tutta Khartoum e Gezira.

Anche se i trattamenti per la malaria e il colera hanno canali di distribuzione attivi nella maggior parte degli stati, la disponibilità di dispositivi per il controllo dell’epidemia e dei medicinali per le cure, fanno difficoltà ad arrivare, rendendo il controllo un controllo a macchia d’olio.

Nel Darfur meridionale, alla fine del mese di giugno, alle prime avvisaglie, MSF ha istituito punti di trattamento del colera, ma il sostegno umanitario rimane estremamente limitato a causa della mancanza di sicurezza, che compromette il lavoro dei team sul campo, ha detto il coordinatore di emergenza di MSF Ali Mohamed.

Mentre la maggior parte delle strutture sanitarie pubbliche ha chiuso i battenti per carenza di forniture e personale o ancor peggio è andata distrutta durante i combattimenti, le piccole cliniche sul campo rimangono attive ma non riescono a rispondere alla mole di casi che si stanno presentando negli ultimi giorni.

L’OMS ha avvertito che la diffusione dell’epidemia è aggravata proprio dal conflitto in corso, sia perché ha compromesso il sistema sanitario nazionale, sia a causa degli sfollamenti e della mancanza di sicurezza, che ostacolano l’accesso alle cure di base e di emergenza e limitano fortemente l’arrivo degli aiuti umanitari e dei medicinali.

L’Onu, attraverso le sue agenzie, sta cercando di ampliare i centri per il trattamento del colera sul campo, ma l’arrivo di nuovi sfollati interni, che fuggono dai combattimenti, aggrava la situazione di giorno in giorno. L’accesso all’acqua potabile in molti casi è un miraggio, le scarsissime condizioni igieniche sono un viatico per l’epidemia: ormai si è passati alla clorazione dell’acqua, alll’eduzione sanitaria di base nelle comunità colpite, ma ciò non mette al riparo i più fragili, bambini ed anziani.

 

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