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Speciale Sudan

Sudan, nuovi attacchi con i droni delle RSF a El Obeid

Nelle aree sotto il controllo delle milizie guidate da Hemetti in aumento gli attacchi ai civili e alle strutture sanitarie

Negli ultimi mesi, la situazione in Sudan si è profondamente deteriorata a causa degli intensi scontri tra le forze militari in conflitto, in particolare tra l’esercito regolare e le Rapid Support Forces (RSF). Le recenti settimane hanno visto un’escalation nei raid con droni condotti dalle RSF, che si sono concentrati soprattutto all’interno e nei dintorni della città di El Obeid, nel cuore della regione del Kordofan, nel Sudan centro-meridionale.

Questi attacchi, altamente problematici sotto il profilo umanitario, stanno profondamente compromettendo i servizi di base fondamentali per la popolazione. In particolare, le comunità locali stanno affrontando gravi difficoltà nell’accesso all’acqua potabile e all’assistenza sanitaria, elementi essenziali per la sopravvivenza soprattutto in un contesto di conflitto prolungato. Le operazioni umanitarie, già ostacolate da condizioni di sicurezza precarie, si trovano ora in una situazione di emergenza crescente, con difficoltà nel fornire aiuti alle popolazioni più vulnerabili.

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Le testimonianze degli operatori umanitari sono allarmanti. Liesbeth Aelbrecht, coordinatrice delle emergenze di MSF (Medici Senza Frontiere) in Sudan, ha dichiarato: «Tra la popolazione di El Obeid regna un clima di paura; gli attacchi con i droni non si limitano agli obiettivi militari: molto spesso colpiscono aree abitate, uccidendo e ferendo civili.» È un quadro drammatico che rende ancora più urgente l’appello delle ONG e della comunità internazionale affinché si intensifichino gli sforzi per proteggere la popolazione civile e gli operatori umanitari.

L’insieme di queste azioni militari ha portato a una crisi umanitaria senza precedenti, che mette a rischio la vita di migliaia di persone, aggravando le sofferenze di una popolazione già duramente colpita dal conflitto. Le organizzazioni umanitarie chiedono con urgenza alle forze armate sudanesi di rispettare i diritti umani e di garantire la protezione dei civili, di consentire l’accesso senza ostacoli ai soccorsi e di mettere fine agli attacchi indiscriminati.

È imprescindibile che si attivino tutte le diplomazie possibili affinché prevalga il senso di responsabilità e si promuova una soluzione sostenibile al conflitto, per restituire speranza e sicurezza alla popolazione sudanese, soprattutto in questa fase critica in cui le operazioni di aiuto sono più che mai vitali.

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