Skip to content
Speciale Sudan

Sudan, torna il terrore della lapidazione

Condannate due donne alla pena di morte per adulterio: non accadeva da dieci anni

Due donne sudanesi sono state condannate alla lapidazione in casi separati in Sudan, sollevando serie preoccupazioni sul rispetto del Sudan dei suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani, in particolare a seguito della ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti (UNCAT).

Il 16 dicembre 2025, la Corte penale di Alhaj Yousef del Nilo orientale, nello Stato di Khartoum, ha emesso una sentenza di morte per una madre di nove figli di 32 anni a seguito della sua condanna ai sensi dell’articolo 146 del codice penale sudanese del 1991 per adulterio. Il caso è stato avviato da suo marito, che l’ha accusata di aver dato alla luce un figlio non suo.

Annunci

È stata presumibilmente spinta a confessare e non è stata informata dei suoi diritti, nonostante la gravità delle accuse. Inoltre, la corte ha basato la sua condanna esclusivamente sulla sua confessione, come unica prova. In un altro caso, la signora Fatima (uno pseudonimo), madre di una bambina di otto anni, è stata condannata alla lapidazione dalla Corte di Alrouirs nella regione del Nilo Azzurro sempra per adulterio. Il caso è stato avviato dal marito, che l’aveva abbandonata nel 2019 dopo che aveva partorito.

Vale la pena notare che la sentenza emessa per la seconda imputata è stata tramutata in una condanna a 100 fustate prima di essere rilasciata. Questi casi evidenziano le carenze persistenti nel sistema giudiziario del Sudan, tra cui processi sommari, confessioni coercitive e l’assenza di giusto processo; pratiche che possono equivalere a trattamenti crudeli, disumani o degradanti.

Annunci
diritti delle donnelapidazioneSudan
Leggi anche
Torna su
No results found...