Il Rapporto sugli “Obiettivi di sviluppo sostenibile del 2026” pubblicato dalle Nazioni Unite, fornisce un quadro dettagliato sui progressi compiuti a livello mondiale ma mette anche in luce le sfide ancora insormontabili per raggiungere la totalità degli obiettivi fissati nel 2015 con l’Agenda 2030.
Se da un lato si evidenziano alcune aree di miglioramento, dall’altro si pongono con chiarezza le questioni irrisolte e le battute d’arresto più significative, specialmente nel contesto africano, dove le disparità e le fragilità strutturali rendono più complesso il cammino verso uno sviluppo sostenibile.
Secondo i dati delle Nazioni Unite, nel 2026 sono stati registrati progressi in alcune aree: la povertà estrema si è ridotta significativamente in diversi paesi e, in ambiti come l’accesso all’acqua pulita e all’istruzione, sono stati compiuti passi avanti. Tuttavia, tali miglioramenti sono spesso troppo lenti o insufficienti per colmare le disuguaglianze e raggiungere i traguardi al 2030.
Uno dei principali ostacoli rimane il cambiamento climatico, che mette a rischio la sicurezza alimentare, le risorse idriche e la salute pubblica in scala globale. Uno dei rilievi significativi riguarda le emissioni di gas serra che continuano ad aumentare, compromettendo gli sforzi di adattamento e mitigazione adottati finora.
Inoltre, la pandemia di COVID-19 ha avuto un impatto devastante, rallentando molte iniziative di sviluppo e inasprendo le disuguaglianze socio-economiche a livello mondiale.
Il rapporto copre con ampi capitoli la situazione in Africa, che si conferma uno dei continenti con le maggiori sfide, ma anche con enormi potenzialità di crescita.
Secondo i dati dell’ultimo anno, se le attuali tendenze dovessero proseguire l’80% dei paesi africani non raggiungerà la totalità degli obiettivi di povertà, salute, istruzione e uguaglianza entro il 2030.
Per quanto riguarda, povertà e disuguaglianze: circa il 40% della popolazione africana vive ancora sotto la soglia di povertà, in condizioni di esclusione sociale e fragilità economica.
Per ciò che concerne il settore sanitario, malattie come HIV/AIDS, malaria e tubercolosi continuano a mietere molte vittime, ostacolando lo sviluppo sociale.
In generale, la copertura sanitaria universale rimane un obiettivo difficile da raggiungere.
Altro punto dolente, l’istruzione: l’accesso alla formazione scolastica di qualità resta diseguale tra regioni e gruppi sociali; molti adolescenti e bambini in zone rurali e aree di conflitto sono esclusi dai benefici dell’istruzione.
Anche dal punto di vista ambientale, il continentale è sempre più esposto a deforestazione, desertificazione e scarsità di risorse idriche, il tutto aggravato dai cambiamenti climatici.
Tuttavia, l’Africa mostra anche segnali di progresso, soprattutto nel settore delle energie rinnovabili, con investimenti significativi nell’energia solare e idroelettrica.
A fronte del quadro proposto dal rapporto 2026, appare evidente che servono ulteriori sforzi per favorire lo sviluppo sostenibile.
Per accelerare i progressi e superare le battute d’arresto, è fondamentale adottare strategie integrate, a cominciare da investimenti in infrastrutture per l’energia, le risorse idriche e la sanità per garantire servizi di qualità anche nei contesti più fragili.
Altra priorità, il sostegno per l’educazione e la formazione professionale con programmi mirati a favorire l’occupazione e la crescita economica inclusiva.
Inoltre, sarebbe auspicabile il potenziamento delle tecnologie digitali e innovative per migliorare l’efficienza dei servizi pubblici e l’agricoltura sostenibile.
Il tutto finalizzato alla riduzione delle disuguaglianzattuare politiche di inclusione sociale ed economica, con particolare attenzione alle donne e ai gruppi vulnerabili.
Ma la questione centrale resta il contrasto alla povertà, che non ouu un onprescindere dall’ affrontare il cambiamento climatico.
Avendo visitato 33 paesi africani su 54, ciò che è apparso evidente è la sottovalutazione del fenomeno da parte dei governi che stentano ad adottare e implementare politiche ambientali, di sviluppo delle energie rinnovabili e di protezione delle risorse naturali.
Stentano a partire progetto di cooperazione e partnership tra i paesi, ma sopratutto tra istituzioni e settore privato, per mobilitare risorse comuni e condividere buon pratiche.
L’augurio che possiamo rivolgere alle Afriche, come noi di Fovus on Africa preferiamo definire il continente africano, e di assimilare e analizzare il rapporto degli OSS 2026 affinché maturi la consapevolezza sulla necessità di un impegno più deciso e coordinato per raggiungere un futuro sostenibile, equo e resiliente.
Gli sforzi devono essere implementati, coinvolgendo tutta la società civile e le comunità locali, per costruire un percorso di crescita nel rispetto delle risorse del pianeta e delle esigenze delle generazioni future. Solo attraverso un’azione collettiva e innovativa si potranno superare le questioni irrisolte e raggiungere l’obiettivo di un mondo migliore per tutti.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche sabato 15 Agosto 2026


