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Tanzania, la campagna elettorale entra nell’era digitale con un chatbot del partito al potere

In vista delle elezioni di ottobre, la politica tanzaniana sperimenta nuove forme di comunicazione online, tra chatbot, social network e restrizioni governative.

In Tanzania è ufficialmente partita il 28 agosto la campagna elettorale per le elezioni generali del 29 ottobre 2025, che saranno sia presidenziali sia legislative. Questo appuntamento politico si distingue subito come uno dei più innovativi della storia del Paese per il ricorso massiccio alle tecnologie digitali. A segnare il passo è soprattutto il partito al potere, il Chama Cha Mapinduzi (CCM), che ha presentato uno strumento inedito: un chatbot di intelligenza artificiale attivo su WhatsApp e chiamato “Kijani Ilani”, ossia “manifesto verde” in swahili. Grazie a questo assistente virtuale, gli elettori possono accedere direttamente a informazioni sul programma del partito, ponendo domande e ricevendo risposte immediate su temi come sanità, educazione o infrastrutture, senza dover consultare centinaia di pagine di documenti ufficiali.

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Secondo l’esperto digitale Mike Mushi, intervistato a Dar es Salaam, questa è “la campagna più tecnologica mai vissuta in Tanzania”, segnalando una trasformazione radicale delle modalità di comunicazione politica. Fino a pochi anni fa, la dimensione digitale era dominata dall’opposizione, molto attiva soprattutto su Facebook e WhatsApp. Il CCM si era invece affidato prevalentemente alla sua rete capillare di militanti sul territorio. Ora, con il lancio di un proprio strumento digitale, il partito di governo cerca di riequilibrare un terreno che aveva finora visto l’opposizione in vantaggio. La scelta conferma che avere una strategia digitale non è più un optional, ma un passaggio obbligato per chi intende competere efficacemente.

Tuttavia, questa svolta porta con sé anche rischi considerevoli. Come sottolinea Mushi, “il digitale è come un coltello: può servire, ma anche ferire”. All’orizzonte si profilano pericoli legati alla sorveglianza dei cittadini, alla diffusione di fake news e alle violazioni della privacy. Questi rischi risultano amplificati dal contesto tanzaniano, dove le autorità hanno spesso limitato l’uso delle piattaforme di comunicazione: servizi come Facebook e WhatsApp vengono talvolta bloccati, costringendo gli utenti, e in particolare i militanti dell’opposizione, a ricorrere ai VPN per aggirare le restrizioni e poter esprimere liberamente le proprie opinioni.

La campagna elettorale del 2025 in Tanzania appare dunque segnata da una forte tensione tra innovazione e controllo, tra apertura di nuovi spazi di partecipazione e il timore di derive autoritarie. La sfida digitale non si limita a cambiare le modalità di propaganda, ma tocca direttamente i rapporti di forza politici e i diritti civili, in un Paese che si avvicina a un voto cruciale con un livello di competizione e di sorveglianza senza precedenti.

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