La diga Julius Nyerere ha dato nuovo impulso ai rapporti tra Tanzania ed Egitto. Dopo l’avvio del grande progetto idroelettrico, Il Cairo guarda ora a una cooperazione più ampia, con le risorse idriche al centro del dialogo tra i due Paesi.
L’acqua sta diventando uno dei nuovi punti di contatto tra Tanzania ed Egitto. Il 16 settembre il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha avuto un colloquio telefonico con la presidente tanzaniana Samia Suluhu Hassan, pochi giorni dopo l’inaugurazione della diga Julius Nyerere, realizzata con il coinvolgimento di imprese egiziane.
Nel corso della conversazione, al-Sisi ha sottolineato il rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi e l’importanza di aumentare il coordinamento su diversi punti e settori cruciali, indicando in particolare il settore delle risorse idriche. Il progetto Julius Nyerere è stato definito dalla presidenza egiziana un simbolo della cooperazione tra Il Cairo e Dar es Salaam e rappresenta uno dei principali interventi infrastrutturali realizzati dalla Tanzania negli ultimi anni.
Per Il Cairo, il tema dell’acqua ha però un peso decisamentea
particolare. L’Egitto dipende fortemente dal Nilo e considera la sicurezza delle proprie risorse idriche una questione strategica. Il rapporto con gli altri Paesi del bacino assume quindi una rilevanza che va oltre i singoli progetti infrastrutturali.
La Tanzania, dal canto suo, sta cercando di utilizzare energia e infrastrutture per sostenere la propria trasformazione economica. La Julius Nyerere Hydropower Project è parte di questa importante strategia e può offrire nuova capacità energetica a un Paese che punta a rafforzare industria, agricoltura e collegamenti regionali.
In conclusione, per Dodoma e Il Cairo, l’acqua è diventata così il punto di partenza di una relazione che guarda già oltre la grande diga sul fiume Rufiji.


