La Tanzania sta sfrattando con la forza decine di migliaia di Maasai dalle loro terre ancestrali, secondo un rapporto pubblicato da Human Rights Watch (HRW). L’organizzazione afferma che le guardie governative stanno picchiando impunemente alcuni membri della comunità.
Queste tensioni di lunga data tra le autorità e la comunità nomade sono talvolta sfociate in scontri mortali. Il governo ha avviato un programma nel 2022 per trasferire circa 82.000 persone dall’area di conservazione di Ngorongoro al distretto di Handeni, a 600 chilometri di distanza, entro il 2027. Il governo sostiene che il progetto è volto a preservare il sito patrimonio mondiale dell’UNESCO dall’invasione umana, mentre HRW afferma che servirà per scopi di conservazione e turismo.
Il progetto è stato oggetto di crescenti critiche a livello internazionale, con la Banca Mondiale e l’Unione Europea che hanno ritirato i finanziamenti. HRW ha intervistato circa 100 persone tra agosto 2022 e dicembre 2023, rivelando che le guardie forestali hanno aggredito e picchiato i residenti. I membri della comunità hanno descritto come sono stati presi di mira ed elencato 13 presunti pestaggi avvenuti tra settembre 2022 e luglio 2023.
Il rapporto di HRW sostiene che il governo della Tanzania non ha concesso un consenso libero ed equo al trasferimento, violando i diritti alla terra, all’istruzione e alla salute. Juliana Nnoko, ricercatrice senior di HRW, afferma che i Maasai vengono sfrattati con la forza sotto il pretesto di un trasferimento volontario. Sebbene storicamente alla comunità nomade sia stato permesso di vivere all’interno di alcuni parchi nazionali, le autorità sostengono che la crescita della popolazione stia invadendo gli habitat della fauna selvatica.
Per incoraggiare le persone a trasferirsi, le autorità hanno ridotto i finanziamenti per le infrastrutture di scuole e centri sanitari, limitando l’accesso della comunità alle cure essenziali. Una donna ha perso due gemelli prematuri perché non è riuscita a raggiungere l’ospedale in tempo, e altre tre donne sono morte tra aprile e maggio dello scorso anno per complicazioni legate alla gravidanza.
Le critiche internazionali al programma di ricollocazione sono aumentate, con la Banca Mondiale e l’Unione Europea che hanno sospeso i finanziamenti. HRW ha scoperto che il governo ha sistematicamente messo a tacere i critici, creando un clima di paura tra i Maasai trasferiti.


