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Conflitti

Togo, otto vittime in una nuova incursione armata nel nord del Paese

Violenza in aumento nel nord del Togo: otto vittime in un attacco a Malgbangou, mentre cresce il numero degli sfollati e l’attività agricola si arresta.

Negli ultimi anni, il nord del Togo, in particolare la prefettura di Kpendjal-Ovest, è stato spesso vittima di incursioni violente da parte di gruppi armati. L’ultimo episodio si è verificato nella notte tra venerdì e sabato nel villaggio di Malgbangou, dove otto persone sono state brutalmente uccise. Testimoni locali riferiscono che uomini armati, non identificati ma sospettati di appartenere a gruppi estremisti come il JNIM (Gruppo di Supporto all’Islam e ai Musulmani), sono entrati in una proprietà privata, uccidendo il proprietario e alcuni sfollati che avevano trovato rifugio nella sua abitazione.

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Si tratta del secondo attacco a Malgbangou in meno di due settimane: solo pochi giorni prima, lo stesso gruppo aveva fatto irruzione nel villaggio incendiando diverse botteghe, seppure senza causare vittime. L’escalation di violenza sta mettendo a dura prova la sicurezza dei residenti di Kpendjal-Ovest, che vivono con la paura costante di nuovi attacchi e per questo motivo sono sempre più spesso costretti a fuggire, abbandonando le loro case e i campi. L’agricoltura, attività principale della zona, è quasi completamente paralizzata, con un forte impatto anche sull’economia locale.

La situazione nel nord del Togo evidenzia una crisi umanitaria in continua evoluzione: il numero di sfollati interni cresce, mentre gli abitanti rimasti affrontano gravi difficoltà nel mantenere la loro sussistenza. In assenza di una rivendicazione ufficiale da parte dei responsabili degli attacchi, l’insicurezza resta alta e le autorità locali si trovano di fronte alla difficile sfida di ristabilire la sicurezza in un’area sempre più vulnerabile alle incursioni armate.

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