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Torture, uccisioni ed estorsioni: così lavora un’unità di polizia della Nigeria

Chiunque arrestino, non esce mai dalla prigione nelle stesse condizioni in cui vi è entrato

La “Tiger Base”, un’unità speciale della polizia nigeriana che dovrebbe occuparsi di sequestri di persona e rapine a mano armata nello stato di Imo, è pesantemente coinvolta, stando a un rapporto pubblicato il 25 febbraio 2026 da Amnesty International, in omicidi di persone sospette, torture ai detenuti al fine di costringerli a confessare reati non commessi ed estorsioni di somme di denaro in cambio della scarcerazione.
La sede della “Tiger Base” è a Owerri, la capitale dello stato di Imo. Da qui i suoi agenti si muovono impunemente, seminando il terrore nella popolazione. Chiunque arrestino, non esce mai dalla prigione nelle stesse condizioni in cui vi è entrato: viene torturato con coltelli, machete, manganelli, fruste, sospensioni per i polsi al soffitto.
Con questi sistemi, la “Tiger Base” estorce somme di denaro inventando letteralmente accuse:
“Mi hanno accusato di aver acquistato prodotti rubati. Gli ho detto che non sapevo nulla. Dopo tre settimane in cui non ho visto nessuno, è entrato in cella un agente e mi ha detto che la donna che aveva denunciato il furto inizialmente chiedeva 14 milioni di naira ma poi era scesa a 4,5 milioni [da 9500 a 3100 euro]. Se volevo essere scarcerato, bastava che la mia famiglia pagasse”, ha dichiarato un ex detenuto.
Nei centri di detenzione della “Tiger Base”, in tutto quattro e in condizioni squallide, non ci sono finestre e i gabinetti sono dentro le minuscole celle, uno per 70 detenuti, con conseguenze che sono facilmente immaginabili. Quello che non manca però è il Pos per i pagamenti con bancomat o carte di credito.
In quelle celle si muore. Amnesty International ha registrato un caso nel 2022 e uno nel 2025 ma è probabile che il numero sia assai maggiore.
A distanza di qualche anno dal movimento #EndSARS, che pose fine alle attività di un’altra unità speciale della polizia nigeriana, le autorità non hanno evidentemente appreso la lezione. Occorrerà un’altra azione di protesta, questa volta contro la “Tiger Base”.
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