Il 10 marzo 2026, alle 4 del mattino a Goma, nell’Est della RDC, una città già martoriata da conflitti prolungati, si è consumata una tragedia inimmaginabile. Alcuni droni, la cui origine resta ancora incerta, hanno preso di mira questa città strategicamente importante, dove le forze dell’AFC/M23 hanno preso posizione dal gennaio 2025. L’attacco ha provocato due esplosioni devastanti, colpendo abitazioni civili e causando tragiche perdite umane.
Tra le vittime si contano tre morti accertati. Tra questi, si piange la scomparsa di Karine Buisset, di nazionalità francese e dipendente dell’UNICEF nella RDC. È stata uccisa durante il bombardamento dei droni che hanno colpito un quartiere residenziale nel pieno centro di Goma. La sua morte rappresenta un duro colpo per il personale umanitario, impegnato sul campo per il benessere dei bambini e delle persone in situazioni di crisi. Un altro decesso tragico riguarda un funzionario dell’ONU la cui identità non è stata ancora rivelata, ma che lascia dietro di sé una famiglia in lutto.
I bombardamenti sono avvenuti nei pressi della residenza della signora Olive Lembe Kabila, ex First Lady e consorte dell’ex Presidente della Repubblica Democratica del Congo, Joseph Kabila Kabange. Questo dramma sottolinea l’intensità della situazione e i pericoli affrontati dai civili a Goma e nell’Est della RDC, nonostante gli accordi del 4 Dicembrr 2025 e di Doha per fermare l’escalation.
Di fronte a queste violenze cieche, viene lanciato un appello urgente a tutte le parti coinvolte affinché pongano fine alle ostilità nell’Est del Paese. Il persistere degli attacchi non fa che aggravare le sofferenze di popolazioni già vulnerabili, in preda all’insicurezza, alla povertà e alle crisi umanitarie. La comunità internazionale deve intervenire in modo deciso per proteggere vite innocenti e ripristinare un clima di pace nella parte orientale del Paese. La recente escalation di violenza richiede una risposta collettiva e immediata, poiché ogni giorno che passa senza azioni concrete non fa che alimentare la tragedia di questa regione.
È essenziale che vengano condotte indagini urgenti per determinare la provenienza di questi droni e che i responsabili siano chiamati a risponderne. La vita di Karine Buisset, così come quella di innumerevoli altri innocenti nella RDC, non deve essere sacrificata in questo contesto di guerra. Chiamiamo tutti insieme a un cessate il fuoco immediato e a un dialogo costruttivo per un futuro migliore nella RDC, e in particolare nel suo Est.


