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Nigeria, tragedia fluviale nel Sokoto, oltre 47 morti

Un'imbarcazione sovraccarica si è capovolta a Gorau: le vittime erano per la maggior parte donne e bambini

Una grave tragedia ha colpito lo Stato di Sokoto, nel nord-ovest della Nigeria, dove un’imbarcazione sovraccarica si è capovolta nelle prime ore del mattino di giovedì. L’incidente, avvenuto nei pressi della località di Gorau, nel distretto di Goronyo, ha causato la morte di decine di persone, in gran parte donne e bambini. Le stime ufficiali e locali indicano un bilancio drammatico e in costante aggiornamento. Abdulkadir Yusuf, funzionario della National Inland Waterways Authority, ha confermato inizialmente il ritrovamento di almeno 40 corpi. Il governatore dello Stato di Sokoto, Nasiru Adamu, ha poi aggiornato il bilancio provvisorio a 47 vittime accertate, segnalando che 16 persone sono state tratte in salvo, mentre altre restano ancora disperse. I numeri, però, potrebbero essere ancora più alti: un testimone ha riferito di aver visto 50 corpi, per lo più donne e bambini, molti avvolti in stuoie e teli tradizionali, sistemati nel cortile di una moschea della comunità in attesa della sepoltura a Gorau. La sua testimonianza ha aggiunto un dettaglio che restituisce la dimensione umana della tragedia: tra le vittime del naufragio c’era sua nipote tredicenne, Jamila Usman.

L’imbarcazione trasportava molte persone dirette ai campi per attività agricole legate alla semina e alla raccolta del riso nella zona di Gorau. La stragrande maggioranza dei passeggeri erano proprio donne e bambini, una presenza legata al loro ruolo fondamentale nella manodopera stagionale agricola nelle aree rurali. Molti testimoni hanno confermato che la barca era visibilmente sovraccarica, le persone a bordo sarebbero state almeno 80. Questo genere di incidenti è purtroppo frequente in Nigeria, specialmente durante la stagione delle piogge (da marzo a ottobre), quando fiumi e laghi si ingrossano. Nelle aree rurali, dove le infrastrutture stradali sono carenti, il trasporto fluviale rappresenta una necessità quotidiana, l’unica via per raggiungere i campi o i mercati locali. Le cause strutturali restano costantemente le stesse: il sovraccarico cronico, la scarsa manutenzione dei natanti, la totale assenza di misure di sicurezza adeguate, come la mancanza di giubbotti salvagente, e la debole applicazione delle normative sulla navigazione. A spingere centinaia di contadini a bordo di imbarcazioni di fortuna non è solo la necessità di spostarsi, ma una vera e propria urgenza economica legata ai ritmi della terra. Nella regione di Sokoto, l’agricoltura di sussistenza e la coltivazione del riso costituiscono l’unica fonte di sostentamento per intere comunità rurali. Tuttavia, l’assenza cronica di infrastrutture adeguate, come ponti stabili o strade asfaltate e percorribili durante tutto l’anno, isola interi villaggi, trasformando i fiumi in arterie obbligate ma letali. ​A questo si aggiunge l’impatto della crisi climatica e della stagionalità: con l’arrivo della stagione delle piogge, i corsi d’acqua si ingrossano rapidamente, aumentando la portata e la violenza delle correnti. In questo scenario, le canoe in legno tradizionali o i natanti a motore, sistematicamente sovraccarichi, spesso fatiscenti e privi delle minime dotazioni di sicurezza, diventano trappole mortali per chi non ha alternative per raggiungere i campi o i mercati in cui vendere il proprio raccolto.

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La regione di Sokoto non è nuova a tali drammi: già nell’agosto del 2025 un’imbarcazione con circa 50 persone a bordo, diretta al mercato di Goronyo, si era capovolta, causando diverse decine di vittime tra morti e dispersi. Incidenti analoghi si verificano regolarmente in tutto il Paese, tra cui il tragico naufragio del gennaio 2026 sul fiume Yobe, che ha causato almeno 25 morti, e la grave tragedia del giugno 2023 nello Stato di Kwara, che causò oltre cento vittime tra gli invitati a una festa nuziale. Nonostante la frequenza di questi disastri, spesso consumati lontano dai grandi riflettori internazionali e concentrati nelle aree rurali più povere del Paese, la sicurezza della navigazione interna in Nigeria rimane un’emergenza irrisolta. Le tragedie del fiume Niger, del Benue e dei corsi d’acqua minori continuano a mietere centinaia di vittime ogni anno, ponendo con urgenza il tema della manutenzione delle infrastrutture e della tutela delle comunità più vulnerabili.

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