Non si riesce neanche a gioire per un giorno, che di nuovo siamo costretti a raccontare ancora di stragi e uccisioni in Palestina in quello che sembra essere una tregua fragilissima.
Mentre migliaia di palestinesi stanno tornando a Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, dopo che domenica è entrato in vigore l’accordo di cessate il fuoco, questa mattina (martedì 21 ndr) l’esercito israeliano ha lanciato un attacco a Jenin, bombardando pesantemente la città della Cisgiordania occupata.
Si contano finora una decina di morti e almeno 35 feriti, secondo il ministero della sanità palestinese.
L’esercito israeliano ha dichiarato in una dichiarazione congiunta con lo Shin Bet, l’agenzia di intelligence interna
israeliano, che ha iniziato un’operazione antiterrorismo” a Jenin, chiamata “Muro di Ferro”.
Secondo quanto riportato da MEE,
l’assalto dell’esercito israeliano è iniziato con le forze speciali che si sono infiltrate nel quartiere di Jabriyat, a est della città, con pesanti attacchi con cannoni e aerei da guerra, dopo che le forze di sicurezza dell’Autorità palestinese, a Jenin da dicembre scorso, si erano ritirate dalla città pochi prima.
Il bombardamento da parte dell’IDF ha accompagnato un assalto terrestre su larga scala in varie aree, sia all’interno della città che del campo, che, secondo quanto riferito da una fonte militare al Times of Israel, dovrebbe durare diversi giorni.
I reporter presenti sul posto, Muhammad Ateeq a Jenin e Fayha Shalash a
Ramallah, hanno riferito di scontri armati tra i combattenti della resistenza palestinese e l’IDF. Le Brigate Jenin, il più importante gruppo di resistenza armata della città, riferiscono che i loro combattenti stanno affrontando le “forze invadenti di occupazione” in vari fronti di battaglia.
Gli aerei da guerra israeliani hanno bombardato un veicolo fuori dal campo profughi di Jenin, uccidendo l’autista e le forze di terra stanno assediando sia l’ospedale al-Amal sia l’ospedale governativo di Jenin.
“Ci sono cadaveri per strada, e molte
persone sono ferite, ma nessuno riesce a raggiungerli” è la drammatica testimonianza che ci arriva dall’autista di ambulanze Hazem Masarwa “Le ambulanze sono state colpite da colpi di arma da fuoco mentre cercavano di raggiungere i feriti e il loro accesso a diversi quartieri è stato bloccato dai veicoli militari israeliani”.
Alcuni giorni fa l’emittente pubblica israeliana Kan aveva trasmesso le immagini di decine di coloni israeliani mascherati, nella zona di al-Funduq, e nel vicino villaggio di Jinsafut, in Cisgiordania, mentre di notte davano fuoco ad alcune auto, mentre cercavano di entrare nelle case e lanciavano pietre contro i palestinesi.
L’ultradestra israeliana, insoddisfatta della tregua siglata, spinge i coloni a cercare lo scontro. La situazione è tesissima e la minaccia di un altro fronte di guerra è più che probabile. Hamas ha lanciato un appello per una mobilitazione generale in Cisgiordania, con l’obiettivo di “sventare la vasta aggressione sionista contro la città di Jenin”.
Di certo l’estremismo da entrambe le parti non favorisce quella transizione pacifica necessaria alla realizzazione della tregua e alla ricostruzione che i palestinesi, stremati da 15 mesi di guerra, stanno attendendo.
NEWS e ANAlisi dalle Afriche lunedì 12 Ottobre 2026


